Martello: «Il “nostro” Messina aveva fatto un capolavoro»

MESSINA – La retrocessione del Messina in Eccellenza continua a far discutere. A tornare sugli eventi che hanno segnato la stagione giallorossa è l’ex direttore sportivo Giovanni Martello, protagonista della prima parte di campionato e intervistato dalla Gazzetta del Sud, che ha ripercorso il cammino di una squadra capace di sfiorare un’impresa che sembrava impossibile.
Partito con il pesantissimo handicap di 14 punti di penalizzazione, il Messina aveva saputo sorprendere tutti grazie a un girone d’andata di altissimo livello, alimentando le speranze di una salvezza che avrebbe avuto il sapore del miracolo sportivo. Una corsa che, come evidenzia la Gazzetta del Sud, si è però interrotta nella seconda parte della stagione fino al verdetto dei playout, culminato con la discesa in Eccellenza.
Martello rivendica con orgoglio il lavoro svolto nei primi mesi dell’annata: «Abbiamo costruito la squadra il 30 agosto con quattordici punti di penalizzazione. Sul campo abbiamo conquistato 29 punti, subendo appena undici reti e perdendo soltanto tre partite nel girone d’andata. Eravamo la migliore difesa del campionato. È stato un capolavoro», ha dichiarato l’ex ds alla Gazzetta del Sud.
Secondo Martello, la svolta negativa è arrivata con il cambio di proprietà. L’ingresso della nuova cordata italo-australiana ha modificato gli equilibri interni del club, portando alla separazione con la precedente area tecnica: «La nuova proprietà ha voluto inserire figure di fiducia nella dirigenza che avrebbero dovuto coordinare il mio lavoro. Dopo diciotto anni di carriera, di cui quindici consecutivi in Serie D, ho preferito fare un passo indietro. La mia dignità non è in vendita», ha spiegato ancora alla Gazzetta del Sud.
Per Martello, quella del Messina rappresenta una delle storie più incredibili e amare dell’ultima stagione calcistica: «La favola del Messina aveva attirato l’attenzione di tutta Italia. Purtroppo qualcosa di bello si è trasformato in una tragedia sportiva culminata con la retrocessione».
L’ex dirigente ha poi analizzato il livello generale del campionato appena concluso, definendolo equilibrato e combattuto fino all’ultima giornata: «Ogni squadra poteva vincere o perdere contro qualsiasi avversario. È stato un torneo aperto e spettacolare, favorito anche dall’assenza di grandi piazze come Palermo, Bari e Catania che negli anni scorsi avevano alterato gli equilibri della categoria», ha sottolineato alla Gazzetta del Sud.
Infine uno sguardo al prossimo campionato di Serie D, che potrebbe vedere ai nastri di partenza club ambiziosi come Siracusa, Reggina e Trapani: «Sarà sicuramente una stagione molto difficile. I veri valori emergeranno soltanto quando si capiranno gli investimenti e le strategie delle società».
Le parole di Martello fotografano una stagione dai due volti: una prima parte da impresa sportiva e una seconda che ha portato a un epilogo che pochi, a dicembre, avrebbero immaginato.
