Marsala, il presidente Casa tra amore per la città e caso Licata: «Vogliamo riportare il club tra i professionisti»

Il presidente del Marsala 1912, Angelo Casa, è intervenuto ai microfoni di Canale2tp affrontando diversi temi legati al momento della società lilybetana: dal rapporto sempre più forte con la città al discusso caso relativo alla partita contro il Licata e al ricorso presentato dal club azzurro.
Il numero uno del Marsala ha innanzitutto parlato del legame nato con la città e con i tifosi. «Mi sono innamorato della città di Marsala e dei marsalesi – ha dichiarato –. Qui mi sono ambientato benissimo e vogliamo costruire una programmazione seria che possa riportare il calcio marsalese tra i professionisti».
Casa ha poi sottolineato il clima vissuto nell’ultima gara casalinga, caratterizzata da una grande partecipazione di pubblico. «È stato bellissimo vedere quasi quattromila persone allo stadio, tante famiglie e tanti bambini. Marsala merita di vivere giornate di sport come queste».
Nel corso dell’intervista il presidente si è soffermato anche sugli episodi verificatisi sugli spalti durante la partita contro il Licata. La società, ha spiegato Casa, era stata convocata nei giorni precedenti in prefettura e aveva rispettato tutte le indicazioni fornite dalle forze dell’ordine per garantire la sicurezza della gara.
Durante la partita, però, alcuni momenti di tensione nel settore ospiti hanno creato preoccupazione. «Ho visto alcune famiglie con bambini allontanarsi dal settore ospiti e questa cosa mi ha molto colpito – ha raccontato –. Mi sono proposto alla Digos per entrare nel settore e cercare di calmare gli animi».
Gli agenti avrebbero però sconsigliato l’intervento diretto. Il presidente ha quindi accompagnato alcune famiglie nuovamente nel settore ospiti e ha provato a contribuire a riportare la calma, anche se la situazione sarebbe rimasta tesa per diversi minuti.
«Una parte degli ultras licatesi è arrivata con la volontà di creare caos forzando la porta d’ingresso e subito dopo lanciando petardi – ha spiegato Casa –. Avevo raccomandato agli ultras marsalesi di non rispondere alle provocazioni ma, dopo aver sopportato, sono arrivati petardi anche dal settore di casa. A pagarne le conseguenze sono state le famiglie e i tifosi perbene che volevano soltanto vivere una domenica di sport».
Il presidente ha quindi rivolto un appello alle società del girone affinché si lavori insieme per mantenere un clima sereno negli stadi. «Le polemiche non servono a nulla: quando c’è violenza perdiamo tutti».
Nel corso dell’intervista si è parlato anche del ricorso presentato dal Marsala sulla posizione del portiere del Licata, Valenti. Secondo la società azzurra la squalifica del giocatore non sarebbe stata regolarmente scontata.
«Non sono un avvocato e non voglio entrare troppo nel merito delle norme – ha spiegato Casa – ma secondo l’interpretazione dei nostri legali la squalifica non sarebbe stata effettivamente scontata. Per questo abbiamo deciso di presentare ricorso».
Una vicenda che potrebbe avere ripercussioni anche sul resto del campionato. «Ci sono sentenze che vanno in una direzione e altre che sostengono il contrario – ha concluso il presidente del Marsala –. Sarà la Procura federale ad approfondire la vicenda e a stabilire se il nostro ricorso è fondato».
Nel frattempo il Marsala guarda avanti, con l’obiettivo di rafforzare il progetto sportivo e continuare a riportare entusiasmo attorno al calcio della città.
