La retrocessione del Messina diventa un caso politico candidati a sindaco in campo

La retrocessione del Messina in Eccellenza scuote non soltanto il mondo sportivo cittadino, ma irrompe con forza anche nella campagna elettorale per le prossime amministrative. Il fallimento calcistico giallorosso si è trasformato infatti in uno dei temi più discussi del dibattito politico messinese, tra accuse, promesse e appelli alla rinascita.

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Come racconta Repubblica, quella maturata domenica contro il Ragusa rappresenta la seconda retrocessione consecutiva del club peloritano e segna un ritorno in Eccellenza che mancava da oltre trent’anni, dai tempi successivi alla nascita dell’Us Peloro dopo la fusione tra Villafranca e Tremestieri.

L’Acr Messina si era presentato ai nastri di partenza del campionato di Serie D con un pesantissimo -14 in classifica, frutto delle vicende societarie legate alla gestione degli ex dirigenti Doudou Cissè, Stefano Alaimo e dell’ex presidente Pietro Sciotto. Una penalizzazione che ha inevitabilmente condizionato l’intera stagione culminata poi con la sconfitta nel playout contro il Ragusa.

Nel mirino della contestazione è finita anche la nuova proprietà italo-australiana guidata dal presidente Justin Davis e dal vicepresidente Morris Pagniello. Secondo quanto evidenzia Repubblica, tra i principali motivi di critica ci sarebbero soprattutto il mercato invernale giudicato insufficiente e le scelte tecniche che hanno portato all’esonero dell’allenatore Giuseppe Romano e del direttore sportivo Giovanni Martello.

A Ragusa erano presenti oltre cinquecento tifosi messinesi, tornati in riva allo Stretto profondamente delusi e arrabbiati dopo la retrocessione. E proprio il malcontento della piazza giallorossa è diventato terreno di confronto politico tra i candidati alla carica di sindaco.

Secondo Repubblica, diversi protagonisti della campagna elettorale hanno deciso di intervenire pubblicamente sulla vicenda Messina, trasformando il tema calcistico in uno degli argomenti più sensibili del momento.

La candidata del centrosinistra Antonella Russo ha chiesto un confronto immediato con la società. «Si tratta di un impegno serio che il centrosinistra porterà avanti», ha dichiarato. «Non è un modo per raccogliere voti durante la campagna elettorale».

Anche il sindaco uscente Federico Basile, sostenuto da Sud Chiama Nord, ha parlato della necessità di ripartire dopo il trauma sportivo. «Da questa amarezza bisogna rialzarsi», ha dichiarato Basile nelle parole riportate da Repubblica. «Messina saprà reagire».

Sul fronte opposto il candidato del centrodestra Marcello Scurria ha invece puntato l’attenzione soprattutto sull’ipotesi di un possibile ripescaggio in Serie D. «Dobbiamo lavorare per evitare che la tredicesima città d’Italia resti relegata al campionato di Eccellenza», ha affermato. «Ci sarà tempo per analizzare le responsabilità di questo fallimento».

La sensazione, intanto, è che il calcio a Messina sia tornato a essere qualcosa di molto più grande di una semplice vicenda sportiva. La retrocessione ha colpito nel profondo l’identità cittadina e il futuro del club rischia adesso di intrecciarsi inevitabilmente con il clima politico e amministrativo della città.

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