Enna, lavori al “Gaeta” ancora incompleti. Travagin attacca, il Comune replica: “Il ritardo è evidente, ma completeremo l’opera”

Il ritorno dell’Enna Calcio allo stadio “Gaeta” continua a farsi attendere e, mentre i lavori di ristrutturazione non sono ancora terminati, si accende il confronto tra la società gialloverde e l’amministrazione comunale. Il presidente Giancarlo Travagin ha manifestato pubblicamente il proprio disappunto per i ritardi, annunciando l’intenzione di tutelare il club rispetto ai danni economici che la situazione starebbe provocando.

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Come scrive William Savoca su La Sicilia, la questione riguarda un intervento finanziato nella precedente consiliatura regionale con 600 mila euro, ai quali si aggiungono 461.738,80 euro di lavori a base d’asta.

Travagin: «Siamo pronti a tutelare le nostre ragioni»

Il presidente dell’Enna ha alzato i toni dopo l’ennesimo slittamento della riapertura dell’impianto: «Di fronte a questa situazione, la Enna Calcio si riserva sin d’ora di tutelare in ogni sede opportuna le proprie ragioni, a fronte dei danni economici concreti che questo ritardo ha già causato e continua a causare alla società».

Secondo quanto ricostruito da La Sicilia, il contratto d’appalto ha la data del 27 marzo 2026, mentre la consegna dei lavori è avvenuta l’11 aprile 2026. La durata prevista dell’intervento era di 150 giorni.

Travagin contesta proprio le tempistiche: «Chiunque sappia fare un calcolo capisce che i lavori sarebbero dovuti terminare entro la fine di agosto. Il campionato è già iniziato e lo stadio è ancora chiuso».

Il Comune: «Il ritardo c’è, ma non siamo davanti a un’opera abbandonata»

Alle accuse del presidente ha risposto il sindaco Maurizio Dipietro, che riconosce lo slittamento rispetto al cronoprogramma ma respinge l’idea di un intervento fermo.

«Sono venuto a Enna perché è stato il sindaco in persona a volermi su questo territorio, dandomi garanzie precise per costruire qui un progetto sportivo e sociale serio», ha sostenuto Travagin, aggiungendo di essere stato invitato a mantenere una soluzione più vicina alla città rispetto all’ipotesi di giocare altrove.

Sul cronoprogramma interviene anche l’assessore allo Sport Giuseppe Trovato, che a La Sicilia ammette: «Abbiamo ereditato una situazione in essere che stiamo cercando di gestire».

«Probabile mancato rispetto dei tempi, ma l’opera sarà completata»

L’amministrazione riconosce che le scadenze originarie difficilmente potranno essere rispettate. Trovato ricorda però che durante il periodo estivo si sono verificate chiusure ad agosto che hanno inciso sul calendario dei lavori.

«Da quello che capisco è probabile che non venga rispettata di nuovo la tempistica», afferma l’assessore, spiegando che il Comune valuterà gli atti per comprendere eventuali responsabilità e applicare le misure previste dal contratto.

Un punto, però, viene ribadito con decisione: «Sullo slittamento dell’inizio dei lavori a maggio chi c’era prima sapeva che si è atteso la fine del campionato».

Il “Gaeta”, dunque, resta ancora indisponibile proprio mentre la stagione dell’Enna è già cominciata. Una situazione che alimenta la tensione tra società e amministrazione e rende ancora incerta la data del ritorno dei gialloverdi nel proprio stadio.

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