Da Acireale al Paris Saint Germain. Il viaggio da sogno di Filetti

Dalla Sicilia alla vetta del calcio europeo. È la straordinaria storia di Cristoforo Filetti, preparatore fisico originario di Acireale che, a quarant’anni, ha conquistato la seconda Champions League consecutiva con il Paris Saint-Germain, confermandosi tra i professionisti italiani più apprezzati nel panorama internazionale.

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Come racconta Repubblica, Filetti fa parte dello staff tecnico del club parigino dal 2020 e ricopre un ruolo fondamentale nell’organizzazione del lavoro atletico della squadra guidata da Luis Enrique. «Sono un preparatore fisico, una figura di collegamento tra lo staff atletico e quello medico», spiega il professionista siciliano.

Nel corso della sua esperienza al PSG, come evidenzia Repubblica, Filetti ha collezionato successi prestigiosi: cinque campionati francesi, due Champions League consecutive, una Supercoppa Europea, diverse Coppe di Francia e Supercoppe nazionali.

«La soddisfazione è immensa. Vincere non è mai facile, ma riuscire a ripetersi è ancora più difficile. Quest’anno abbiamo compiuto un percorso diverso rispetto alla stagione precedente e anche le due finali di Champions sono state completamente differenti», racconta Filetti a Repubblica.

Il preparatore siciliano ricorda infatti il trionfo per 5-0 contro l’Inter nella finale del 2025 e il successo ai calci di rigore contro l’Arsenal nella finale appena disputata. «Sono state emozioni completamente diverse ma entrambe straordinarie. Il calcio ha questa magia: riesce sempre a regalarti sensazioni nuove».

L’avventura europea di Filetti parte però da molto lontano. Come ricostruisce Repubblica, tutto nasce ad Acireale, dove da ragazzo coltivava il sogno di diventare calciatore professionista. Dopo aver completato il percorso nel settore giovanile granata fino alla formazione Berretti, un infortunio lo spinse a intraprendere una strada diversa.

«Da bambino sognavo di fare il calciatore. Ho giocato nelle giovanili dell’Acireale fino alla Berretti, poi un infortunio mi ha portato a concentrarmi sugli studi. Mi sono laureato in Scienze Motorie all’Università Tor Vergata di Roma».

Da quel momento è iniziata una carriera costruita passo dopo passo. Prima l’esperienza alla Lodigiani, poi il lungo percorso nella Roma, dove è arrivato fino alla prima squadra durante la gestione di Aurelio Andreazzoli. Successivamente il trasferimento in Qatar, dove ha conseguito anche un dottorato, quindi la Salernitana e infine la chiamata del Paris Saint-Germain.

Come sottolinea ancora Repubblica, il salto nel club francese è arrivato grazie all’incontro con Gian Nicola Bisciotti, allora coordinatore del dipartimento Performance del PSG.

Nel corso degli anni Filetti ha lavorato accanto ad alcuni dei più grandi campioni del calcio mondiale. Da Neymar a Mbappé, passando per Di Maria, Verratti, Donnarumma, Dembélé, Kvaratskhelia, Marquinhos, Vitinha e soprattutto Lionel Messi.

«Mi ritengo fortunato perché ho lavorato con professionisti che vivono ventiquattro ore al giorno pensando all’allenamento, all’alimentazione, al recupero e alla cura del proprio corpo. È questo che permette loro di raggiungere risultati straordinari».

Tra le coincidenze più significative della sua carriera c’è anche il ritrovarsi accanto a Luis Enrique dopo l’esperienza vissuta anni prima alla Roma. «Quando Luis Enrique allenava i giallorossi io lavoravo nel settore giovanile del club. Ritrovarci a Parigi è stato speciale».

Adesso per Filetti è tempo di qualche giorno di riposo nella sua Acireale prima di ripartire verso nuovi obiettivi. Vive stabilmente a Parigi insieme alla moglie e ai figli, ma il legame con la Sicilia resta fortissimo.

E proprio ai giovani siciliani ha voluto dedicare il messaggio più significativo dell’intervista concessa a Repubblica. «Non mollate mai e non smettete mai di inseguire i vostri sogni. Per un ragazzo del Sud sembrava impossibile arrivare fin qui. Oggi posso dire di aver raggiunto il massimo. Al Paris Saint-Germain vivo ogni giorno il mio sogno».

Infine uno sguardo al futuro. «Mi piacerebbe disputare un Mondiale con una Nazionale. Magari con l’Italia».

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