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Marsala, Milazzo a GS.it: “Chianetta non si tocca e vorrei Arcoleo. Conferme, nuovi acquisti e obiettivi per la D...”


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Marsala, Milazzo a GS.it: “Chianetta non si tocca e vorrei Arcoleo. Conferme, nuovi acquisti e obiettivi per la D...”

Lunga e piacevolissima chiacchierata con l’avvocato Giuseppe Milazzo, presidente della Asd Marsala calcio, con il quale abbiamo fatto il punto della situazione su tanti argomenti. Ieri la prima parte con argomento principali il Marsala 1912 (CLICCA QUI per leggerla), oggi parliamo di futuro. Queste le sue parole a Goalsicilia.it.

I supporters, probabilmente scottati dal passato, hanno un pizzico di paura per questo silenzio. State lavorando...

“Stiamo lavorando sì. In questo periodo sto ricevendo tante chiamate da procuratori che mi propongono allenatori, ma noi l’allenatore l’abbiamo. Chianetta ha un caratterino molto simile al mio, anzi spesso anche più colorito, ma sai perché tutto ciò? Una delle regole non scritte del calcio è ‘Squadra che vince non si cambia’. Ignazio ha sbagliato in qualche dichiarazione, per esempio quando ha detto proprio a Goalsicilia.it che sarebbe stata la sua ultima partita con il Marsala. Non gliel’ho mai detto, ma nelle società prima di parlare in pubblico bisogna dare conto alla dirigenza. Chianetta è un fraterno amico, ho grande fiducia in lui. Io sono un Zamparini senza soldi, l’allenatore è sempre in discussione, ma quando si portano risultati è giusto dare fiducia”.

Quindi la sua conferma è ufficiale?

“Checché ne dica parte della piazza, ribadisco che squadra che vince non si cambia. Quando si commenta il calcio si è tutti allenatori e commissari tecnici, ma ha fatto bene e certo sicuramente poteva fare meglio. Per la squadra che abbiamo avremmo dovuto vincere il campionato con tre o quattro giornate d’anticipo”.

Scusami se ti interrompo, ma ritengo che il Licata fosse al vostro stesso livello quindi non era così facile avere distacco dalle inseguitrici...

“C’è una differenza. Il Licata ha avuto la sfortuna di avere la Coppa Italia, vivaddio noi ne siamo usciti e ci siamo concentrati solo sul campionato. Da centrocampo in avanti forse i gialloblù hanno qualcosa in più, ma noi abbiamo avuto una difesa impenetrabile. Noi abbiamo vinto grazie al reparto difensivo, chiudendo la stagione con appena 16 gol subiti”.

E davanti?

“Abbiamo avuto la fortuna di recuperare un centravanti che non è un fulmine in area, ma è un grande lottatore e mi riferisco a Vincenzo Manfrè. Un ‘fodde’ scatenato, ma una persona serissima per impegno e attitudine. Per noi è stato determinante”.

Chi altro?

“Beh l’asse difensivo Noto-Giardina, per impegno e voglia di fare Parisi e Cammareri. I giovani Galfano, Ciancimino, Prezzabile. Di Maggio,, Falsone”.

Galfano tra i migliori Under del campionato...

“Ne sentirete parlare di lui. Quando capirà che non è un esterno basso, pur avendo movenze alla Maldini, ma può fare l’ala. Ne ho parlato anche con altri tecnici, tra i quali Giacomino Modica, diventerà un esterno alto potentissimo perché ha una pulizia di calcio col mancino che è spettacolare. Lui calcia guardando la porta, non la palla come molti anche in Serie A. Ribadisco, questo è un grandissimo giocatore”.

Riesci a tenerlo anche la prossima stagione?

“Sinceramente non lo so”.

Parliamo di Di Maggio...

“Altro ragazzo che può esplodere. Ha un passo e movenze brasiliane. Sul primo tocco ha già superato l’avversario, poi spesso si intestardisce ma può crescere”.

La vostra Serie D come sarà?

“Vogliamo fare un campionato di transizione, guardando alla medio-alta classifica. Manterremo l’ossatura della squadra facendo degli innesti ad hoc. Ci saranno tre o quattro innesti di giocatori di grande livello più una decina di Under che in D fanno la differenza. L’obiettivo è fare un buon campionato guardando alla zona play off”.

Si sa già chi sarà confermato?

“Io vorrei confermare tutti ma so che non sarà possibile soprattutto per questioni numeriche. Una squadra di D deve avere almeno 12 Under, quindi in una rosa di 24/25 giocatori i grandi possono essere 12/13”.

Dai presidente qualche nome...

“Non compete a me. Io posso consigliare guardando l’aspetto umano e l’attitudine al sacrificio. Tutti sono stati eccezionali, ma alcuni per forza di cose andranno via purtroppo. Faremo una politica economica oculata, con un budget determinato e qualche sacrificio per chi può essere un valore aggiunto. Delle ciliegine sulla torta come quest’anno lo sono stati Sekkoum, Testa, Candiano, Montalbano”.

C’è un giocatore che ti piacerebbe portare a Marsala per la prossima Serie D?

“A dicembre ho avuto l’opportunità di trattare Cannavò, che poi è andato a Licata. È un centravanti diverso da Testa e che può convivere con altri e che in Eccellenza fa reparto da solo. La Serie D è diversa, lui ha iniziato la scorsa stagione a Palazzolo e non ha fatto tanto bene ma c’era un contorno particolare”.

E hai parlato di passato, dai presidente fammi qualche nome per il futuro...

“(Ride, ndr) Scorri le classifiche marcatori dei gironi di D meridionali e siamo interessati a qualcuno che è arrivato nelle prime quattro posizioni. I campionati non sono finiti e non posso dirti Tizio o Caio”.

Qualche altro indizio?

“Beh magari c’è qualche giocatore interessane che vorrebbe tornare nella provincia di Trapani”.

Magari qualcuno che quest’anno ha giocato vicino l’Etna?

“Non soltanto”.

Mi riferisco a Barraco ma l’hai capito...

“Sì e ti dico che Barraco lo abbiamo trattato nella stagione appena conclusa, secondo me i matrimoni o si fanno subito o diventano difficili. Fermo restando che Barraco è determinante in qualsiasi squadra e non solo in D ma anche in categorie superiori, un giocatore ineccepibile con una correttezza assoluta. Chissà magari si concretizzerà, vedremo. Nelle squadre che sono retrocesse  c’è qualcuno che può fare al caso nostro, ne ho individuato uno ma non ti dirò il nome”.

Qualcuno che due stagioni fa giocava nel girone A di Eccellenza magari...

“Ti dico solo che ha dei piedi alla Nino Barraco”.

Dimmi soltanto se è della vostra zona...

“(Ride, ndr) È trapanese. L’ho visto giocare e gli mando un formale invito. Se volesse incontrarmi per prendere un caffè insieme io sarei felicissimo di offrirglielo ed intavolare la discussione, se la società ed il mister mi autorizzano”.

Presidente però senza nome è difficile...

“Limitiamoci a dire che è retrocesso, è trapanese ed ha fatto un bel po’ di gol (ride, ndr)”.

Andiamo avanti. Lo do per scontato e non ti chiedo se sarai ancora presidente...

“Me lo auguro, ma devo essere confermato dai soci. A volte mi dico io stesso ‘Ma chi me lo fa fare?’ (ride, ndr)”.

Un direttore sportivo è nei programmi?

“Non l’abbiamo e non lo vogliamo avere. Mi sono accorto che spesso i dirigenti arrivano prima dei ds”.

Altre nuove figure dirigenziali?

“La scelta del direttore generale sarà importantissima. Ho già preso contatti e spero di essere raggiunto a breve da una telefonata di un grosso dirigente che ha lavorato benissimo nella provincia di Trapani. Mi serve sapere come sono strutturate società come Crotone, Parma e Trapani, squadre tra virgolette ‘provinciali’ che hanno fatto bene nei rispettivi campionati”.

Ci potrebbe essere qualche innesto di grande spessore dal punto di vista dirigenziale?

“C’è un allenatore che dopo i play off potrebbe smettere di allenare e poteva essere interessato a fare il dg qui. Io ho riferito lui che il suo ricordo da queste parti è bellissimo ma per fare il dg occorre esperienza su questo campo. Sarebbe un ottimo allenatore ma noi l’abbiamo già. Tra l’altro venendo con questi trascorsi potrebbe essere di disturbo al nostro tecnico. Insomma io auspico che il nostro settore tecnico possa essere arricchito da uno che possa avere cultura ed esperienza, per fare un nome alla Ignazio Arcoleo”.

Arcoleo potrebbe approdare in società?

“L’ho incontrato tempo fa, ci siamo confrontati promettendoci di rivederci. La sua esperienza, la sua sapienza, potrebbero essere un valore aggiunto. Lavora benissimo con i giovani, potrebbe essere un maestro ed una guida sia per gli allenatori che prenderemo dai Pulcini alla Juniores, ma anche del primo allenatore perché dal confronto si cresce sempre. Se Ignazio dovesse leggere questa intervista, spero ci possa essere un ulteriore contatto”.

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Dario Li Vigni

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