Caso Alaimo, udienza conclusa dopo tre ore. Il Messina attende la sentenza del Tribunale Federale

Si è conclusa dopo circa tre ore l’udienza sul caso Alaimo davanti alla Sezione Disciplinare del Tribunale Federale Nazionale. Una giornata importante per il futuro dell’Acr Messina, chiamato a difendere la propria posizione nel procedimento relativo ad alcuni tesseramenti risalenti all’estate del 2025. Adesso l’attenzione si sposta sulla decisione dei giudici federali, attesa nelle prossime ore.

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Come riportato da Francesco Straface su MessinaSportiva, il confronto si è svolto in modalità telematica e a porte chiuse. Secondo le indiscrezioni emerse al termine dell’udienza, il dibattimento sarebbe stato particolarmente acceso tra la Procura Federale e i rappresentanti del club peloritano, assistito dagli avvocati Luis Vizzino e Flavia Tortorella.

Sancataldese e vecchio Acireale esclusi dal procedimento

Uno dei primi passaggi dell’udienza ha riguardato la posizione delle società controinteressate. La Sancataldese e il precedente Acireale sono state escluse dal giudizio per carenza di interesse.

La formazione nissena milita infatti in un girone differente di Eccellenza, mentre la vecchia società acese non ha perfezionato l’iscrizione al campionato. Il nuovo Acireale, nato attraverso il trasferimento del titolo sportivo del Santa Venerina e inserito nello stesso girone del Messina, non ha invece preso parte al procedimento.

Diversa la posizione del Melilli, ammesso in giudizio in quanto partecipante al medesimo raggruppamento della squadra allenata da Alfio Torrisi.

Secondo la ricostruzione di MessinaSportiva, il nodo della controversia riguarda i tesseramenti sottoscritti nell’estate del 2025 dall’allora presidente Stefano Alaimo, che, secondo l’accusa della Procura Federale, sarebbe stato inibito nel periodo in cui vennero effettuate le operazioni contestate.

La difesa del Messina: l’acquisizione è successiva ai fatti

La società giallorossa ha sostenuto la propria estraneità rispetto alle contestazioni, richiamando soprattutto le modalità e i tempi dell’acquisizione del club.

Come evidenziato da Francesco Straface su MessinaSportiva, la difesa ha ribadito che il ramo d’azienda venne acquisito attraverso una procedura giudiziaria nell’ottobre 2025, dunque successivamente ai fatti oggetto del procedimento.

Il Messina ha inoltre richiamato la ratifica dei contratti dei calciatori ereditati dalla precedente gestione, mai revocati, e l’iscrizione al campionato di Serie D, elementi considerati dalla società garanzie rilevanti al momento dell’operazione.

Un ulteriore aspetto riguarda il debito sportivo pregresso, sanato da Justin Davis e Pagniello anche attraverso l’escussione della fideiussione del precedente club. Un’operazione portata avanti dalla curatrice fallimentare Maria Di Renzo dopo un confronto con la Federcalcio.

Attesa per la sentenza, possibile ricorso in caso di esito negativo

Terminata l’udienza, il Tribunale Federale Nazionale si è ritirato in camera di consiglio. La decisione potrebbe arrivare già nelle prossime ore, ma al momento non è possibile anticiparne l’esito.

Il Messina confida nell’accoglimento delle proprie argomentazioni difensive. Qualora la pronuncia fosse sfavorevole, il club presieduto da Justin Davis potrebbe rivolgersi alla Corte Federale d’Appello.

Come sottolinea ancora MessinaSportiva, non sarebbe esclusa neppure un’eventuale iniziativa davanti al Tar del Lazio, accompagnata da una richiesta di risarcimento per i possibili danni sportivi ed economici derivanti da una condanna.

La particolarità della vicenda risiede proprio nell’acquisizione del titolo sportivo attraverso un’asta fallimentare disposta dal Tribunale di Messina, anziché mediante una tradizionale compravendita tra privati.

Il procedimento resta dunque aperto e nessuna decisione definitiva è stata ancora comunicata. Sarà la pronuncia del Tribunale Federale a chiarire se prevarrà la linea difensiva della società peloritana oppure se verranno accolte, integralmente o parzialmente, le contestazioni della Procura.

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