Nissa, è crisi dopo il secondo ko. Marrone: «Il primo responsabile sono io. La squadra va sostenuta»

Seconda sconfitta consecutiva e momento delicato per la Nissa. Dopo il ko di Avola, la formazione biancoscudata cade anche al Marco Tomaselli, battuta 2-0 dalla Vibonese. Nel post partita l’amministratore unico Antonio Marrone non si sottrae alle responsabilità e analizza a lungo le difficoltà della squadra, dagli infortuni alla condizione fisica fino alla contestazione arrivata dagli spalti.

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Marrone parte dalle differenze rispetto alla precedente sconfitta: «È una sconfitta diversa da quella avuta con l’Avola. Abbiamo assistito sicuramente a una squadra che ha provato a dare il massimo, nonostante i grossi deficit fisici che stiamo avendo e che sono documentati anche dai numerosi infortuni. È una sconfitta dove la Nissa ha giocato, si è iniziata a vedere un’idea di gioco e da quella bisogna sicuramente partire per costruire il prosieguo del campionato, che non è assolutamente compromesso».

Marrone: «Il primo responsabile sono io»

L’amministratore unico rivendica gli investimenti effettuati e si assume in prima persona la responsabilità delle scelte: «Questa società sta investendo grosse somme. Io sono il primo responsabile di quello che accade in società, perché amministro l’intero patrimonio che la famiglia Giovannone investe nelle casse della Nissa, un patrimonio che mi è stato affidato per la gestione. Quindi il primo responsabile di tutto ciò che accade è il sottoscritto».

Marrone interviene poi sulla contestazione: «Mi sento particolarmente chiamato in causa, soprattutto quando vedo contestare i calciatori e la società intesa come dirigenza. L’unico scenario bello è stato il fatto che la tribuna incoraggia il presidente e quella è l’atmosfera che io vorrei sempre vedere, perché se qua ci lascia il presidente Giovannone è evidente che il calcio nisseno volge al termine e non si deve neanche ipotizzare una cosa simile».

Più duro il passaggio sul coro rivolto alla squadra: «Allo stesso tempo la squadra deve essere sostenuta sempre. Sentire il coro “andate a lavorare” al termine di questa partita è brutto. “Andate a lavorare” a chi è rivolto? Anche a Di Grazia che due partite fa ha fatto il gol dal centrocampo? Io non mi spiego se effettivamente c’è qualcosa che non va anche all’esterno, perché non è plausibile».

Il dirigente riconosce comunque il diritto dei sostenitori a manifestare il proprio malcontento: «Il diritto di attaccare, di recriminare, di criticare da questo punto di vista è legittimo ed io sono il primo a sostenere i tifosi. Però cosa ci aspettavamo dopo un esonero del mister, quando comunque avevamo visto quali erano le condizioni della squadra? Un’idea di gioco la Nissa non l’ha avuta fino ad Avola, quindi lì è giustissimo attaccare in modo profondo lo staff e i calciatori, ma oggi che veniamo da un esonero cosa ci aspettavamo? La bacchetta magica dal mister appena scelto dalla società, con la mia piena approvazione».

Il problema degli infortuni

Uno dei temi principali è quello delle condizioni fisiche della rosa. Marrone ammette che qualcosa nella precedente gestione non abbia funzionato: «Penso che cosa si è sbagliato sia risaputo a tutti, altrimenti la società non avrebbe scelto la strada dell’esonero dei tecnici e del preparatore atletico. Sicuramente qualcosa non ha funzionato, è evidente da questo punto di vista».

Il quadro tracciato dall’amministratore unico è pesante: «Un numero così grande di infortuni non si era registrato prima e non dobbiamo attenerci ai soli indisponibili. L’80, il 60% della squadra ha un deficit di infortuni importante. C’è gente che oggi era in campo e ha sudato per onorare la maglia con il 30% delle proprie possibilità e quando è così si rischia ancora di più, perché poi rischi che nelle successive partite queste persone le tiri fuori».

Le difficoltà hanno costretto il nuovo tecnico anche ad adattare diversi uomini: «Il mister aveva chiarito già nell’intervista prepartita che avrebbe adattato una squadra anche con dei fuori ruolo ed è stato così effettivamente. Oggi avanti non avevamo sostituzioni. De Felice da poco ha sostenuto un intervento chirurgico, Alagna è infortunato. Da questo punto di vista va analizzata la squadra».

«Il chiacchiericcio distrugge lo spogliatoio»

Marrone torna quindi sul rapporto tra squadra e ambiente: «È per questo che ci resto amareggiato se sento un coro della serie “andate a lavorare”. Non è corretta come cosa. Nulla da togliere ai tifosi che hanno criticato la squadra: il primo ad essere criticato, ripeto, sono io. Amministro il patrimonio della Nissa, ho condiviso le scelte tecniche tutte fino ad oggi, altrimenti non starei qui a parlarne».

Per uscire dalla crisi, secondo il dirigente, servirà soprattutto serenità: «Credo che la Nissa abbia bisogno non solo di continuità in campo, ma anche di continuità sugli spalti, di serenità forse. Anche la serenità che è stata minata nelle ultime ore. Le pressioni ci sono state, c’è tanto chiacchiericcio che fa malissimo alla squadra».

Un concetto sul quale Marrone insiste: «Il chiacchiericcio è qualcosa che distrugge lo spogliatoio e dobbiamo essere molto più bravi a tutelare questi ragazzi e a tutelare la società. Quando noi tuteliamo i ragazzi, tuteliamo la società, tuteliamo la squadra, tuteliamo il presidente Giovannone, che è l’unico imprenditore che sta investendo anima, corpo e denari in questa società senza risparmiarsi nulla».

L’appello ai tifosi

Nonostante le due sconfitte consecutive, Marrone considera ancora recuperabile il percorso della Nissa e chiude rivolgendo un appello all’ambiente: «L’unica cosa che posso dire ai tifosi è di stare vicino alla società. Quest’appello lo abbiamo fatto molte volte, tante volte negli ultimi giorni: tutelare quello che è il mio direttore sportivo, tutelare quella che è la mia squadra, quella che è la squadra del presidente Giovannone, tutelare l’investimento. Io sono certo che i tifosi lo sapranno fare nel migliore dei modi».

Nessun tentativo, però, di cancellare gli errori commessi: «Responsabilità sicuramente ce ne sono e sono evidenti. La società ha cercato di porre rimedio, ma abbiamo sempre cercato di far sì che la squadra andasse in un certo modo e anche la tifoseria venisse accontentata in un certo modo. Abbiamo lavorato anche per questo ed è risaputo a tutti».

La Nissa si ritrova così a fare i conti con due sconfitte consecutive, un’emergenza fisica importante e un ambiente diventato più esigente. Marrone si assume le responsabilità della gestione, difende gli investimenti della proprietà e chiede compattezza per provare a superare il momento negativo.

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