Trantino condanna gli incidenti del Massimino: «Non rappresentano Catania né i veri tifosi rossazzurri»

La delusione per l’eliminazione del Catania dai playoff si è trasformata in rabbia sugli spalti del “Massimino”, ma per il sindaco Enrico Trantino quanto accaduto durante la sfida contro l’Ascoli non può e non deve essere associato all’immagine della città. Come riporta La Sicilia, il primo cittadino ha commentato con fermezza gli episodi che hanno portato alla sospensione temporanea della gara dopo il lancio di fumogeni, petardi e altri oggetti sul terreno di gioco.
Mercoledì sera, dopo il gol dell’Ascoli che ha definitivamente spento le speranze di rimonta rossazzurre, il clima sugli spalti è degenerato. Gli incoraggiamenti hanno lasciato spazio alla contestazione e una parte della tifoseria ha manifestato il proprio dissenso con il lancio di materiale pirotecnico che ha costretto l’arbitro a interrompere il match.
Interpellato da La Sicilia, Trantino ha preso nettamente le distanze da quanto accaduto: «Quanto successo durante Catania-Ascoli non rappresenta la nostra città né la passione autentica dei tifosi rossazzurri. Contestare è legittimo, ma trasformare uno stadio in un luogo di tensione e pericolo con petardi e torce lanciati in campo è inaccettabile, anche di fronte alle più cocenti delusioni».
Come evidenzia La Sicilia, la situazione ha richiesto l’intervento degli steward, delle forze dell’ordine e dei vigili del fuoco, impegnati a evitare ulteriori problemi e a garantire la sicurezza degli spettatori presenti nell’impianto di Cibali. Molti tifosi hanno scelto di lasciare lo stadio prima del triplice fischio, chiudendo nel peggiore dei modi una stagione già segnata dall’amarezza per il mancato salto di categoria.
Il sindaco ha inoltre voluto esprimere vicinanza a tutto il personale coinvolto nella gestione dell’emergenza: «Esprimo solidarietà agli steward, alle forze dell’ordine e a tutti gli spettatori presenti. Catania merita di essere conosciuta per il calore e per la civiltà della sua tifoseria, non per episodi che vanno isolati e che danneggiano l’immagine della città e dello sport».
Secondo La Sicilia, le conseguenze degli episodi avvenuti al “Massimino” rischiano di andare oltre il semplice danno d’immagine. Alla multa inflitta dal giudice sportivo potrebbero infatti aggiungersi ulteriori ripercussioni per la società e per l’ambiente rossazzurro, già alle prese con le conseguenze degli incidenti verificatisi nelle settimane precedenti.
Il quotidiano sottolinea come la stragrande maggioranza dei tifosi abbia sostenuto la squadra fino all’ultimo, riempiendo lo stadio nonostante il pesante 0-4 subito all’andata. Proprio per questo motivo, conclude La Sicilia, gli episodi di contestazione violenta rischiano di oscurare il vero volto della tifoseria catanese e di alimentare ulteriori pregiudizi nei confronti della città e del suo movimento calcistico.
