Messina, sotto accusa un mercato incompleto

Il pareggio ottenuto a Favara ha riacceso le preoccupazioni nell’ambiente del Messina. Il risultato ha infatti alimentato il malumore di una parte consistente della tifoseria giallorossa, preoccupata per una classifica che continua a restare delicata nella corsa alla salvezza. L’analisi pubblicata dalla Gazzetta del Sud evidenzia come il rendimento della squadra nel girone di ritorno stia facendo emergere dubbi e timori tra i sostenitori. Come sottolinea la Gazzetta del Sud, l’Acr Messina ha raccolto appena due punti nelle ultime quattro partite, un bottino che ha inevitabilmente aumentato la tensione attorno alla squadra.
Nemmeno il cambio tecnico, con l’arrivo in panchina dell’esperto Vincenzo Feola, ha prodotto finora quella svolta che l’ambiente sperava. Tuttavia, come ricorda la Gazzetta del Sud, il tecnico ha avuto pochissimo tempo per incidere sia dal punto di vista tattico che emotivo su una squadra che ha attraversato mesi molto complicati.
La stagione del Messina è stata infatti segnata da continui cambiamenti. Secondo quanto evidenziato ancora dalla Gazzetta del Sud, il club ha vissuto una fase di transizione societaria con il passaggio di proprietà dopo il periodo gestito dalla curatela. A questo si sono aggiunti tre cambi in panchina e una continua rimodulazione dell’organico.
Proprio il mercato è uno dei temi più discussi tra i tifosi. Molti ritengono che la campagna acquisti non sia stata sufficiente per garantire una salvezza tranquilla. La Gazzetta del Sud evidenzia come le operazioni di mercato siano state gestite in momenti diversi e con visioni tecniche differenti, con il risultato di una rosa che spesso costringe gli allenatori ad adattare i giocatori in ruoli non propri.
La costruzione iniziale della squadra è stata condizionata anche dalla corsa contro il tempo. Diversi calciatori arrivati a Messina erano considerati opportunità di mercato o elementi in cerca di rilancio. Eppure, come sottolinea la Gazzetta del Sud, molti di loro hanno saputo dare qualcosa in più grazie alla voglia di mettersi in mostra.
Nel corso dei mesi, però, il mercato ha mostrato più volti. Da una parte le operazioni firmate dal direttore sportivo Evangelisti con l’arrivo di elementi come Tedesco, Giardino, Matese, Zerbo e Oliviero, giocatori che hanno portato esperienza e qualità alla rosa. Dall’altra alcune scelte che hanno lasciato perplessi gli osservatori e parte della tifoseria.
Tra queste, secondo quanto riportato dalla Gazzetta del Sud, c’è il caso di Kaprof, arrivato con la fama di talento ma ancora alla ricerca della continuità. Situazioni particolari anche per Pedicone, rimasto a lungo aggregato alla squadra senza poter firmare, e per il giovane Papallo, inserito in prima squadra ma mai utilizzato.
Restano poi i rimpianti per alcuni colpi di mercato non concretizzati. In particolare a centrocampo si era parlato dell’arrivo di Sainz Maza o, in alternativa, di un giovane proveniente dalla Serie B. Operazioni che però non sono state portate a termine per ragioni legate al budget e alla composizione della rosa. Inoltre alcuni giocatori considerati fuori dal progetto, come Zucco e Paduano, non hanno lasciato la squadra.
Non è ancora il momento dei bilanci definitivi, ma appare evidente che qualche errore sia stato commesso. L’obiettivo principale resta comunque la permanenza in categoria, anche attraverso l’eventuale strada dei playout. Un esito diverso, secondo la Gazzetta del Sud, rappresenterebbe un duro colpo per tutto l’ambiente e in particolare per la proprietà.
Guardando al futuro, il Messina dovrà certamente lavorare anche su marketing, strategie e investimenti. Tuttavia la priorità resta il presente: la squadra è quartultima in classifica e la salvezza rappresenta il traguardo minimo da raggiungere prima di pianificare un rilancio e provare, nelle prossime stagioni, a lasciare definitivamente la Serie D.
