Messina, attacco flop e mercato deludente: i numeri della retrocessione

Il grande problema del Messina, alla fine, è stato sotto gli occhi di tutti: l’attacco. Una sterilità offensiva che ha pesato enormemente sull’esito della stagione e che, numeri alla mano, ha rappresentato uno dei principali fattori della retrocessione.

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Come evidenzia la Gazzetta del Sud, nella prima parte del campionato il Messina aveva realizzato appena 15 reti, un dato compensato soltanto dalla solidità difensiva e dagli otto “clean sheet” collezionati da Sorrentino. Il miglior marcatore della squadra era stato Saverino con appena quattro gol, seguito da Roseti e Toure a quota tre. Un rendimento offensivo insufficiente, aggravato anche dalla partenza immediata di Reis dopo appena una partita e mezza.

Secondo la Gazzetta del Sud, il mercato invernale avrebbe dovuto rappresentare il momento della svolta. Il primo innesto fu Tedesco, giocatore arrivato con l’obiettivo di portare esperienza, personalità e gol. Il suo contributo, però, si è fermato a tre reti contro Acireale, Enna e Reggina, prima di un lunghissimo digiuno durato undici partite consecutive.

Paradossalmente, come sottolinea la Gazzetta del Sud, hanno fatto meglio Toure e Roseti, nonostante le difficoltà fisiche del primo e il ridotto minutaggio del secondo. Roseti, infatti, ha disputato appena 662 minuti nel girone di ritorno, risultando soltanto il quattordicesimo giocatore della rosa per utilizzo.

Le maggiori delusioni restano però legate agli arrivi di Zerbo e Kaprof. Due operazioni che avevano generato aspettative importanti ma che non hanno prodotto alcun impatto concreto sul rendimento offensivo della squadra. Zerbo arrivava a Messina dopo buone esperienze in Serie D con Sancataldese e Sambiase, mentre Kaprof era stato accolto come uno dei colpi di mercato più importanti dell’era Pagniello.

Sui social, ricorda ancora la Gazzetta del Sud, qualcuno aveva persino definito Kaprof «tecnicamente il miglior giocatore dell’intera Serie D». Aspettative rimaste completamente disattese, visto che l’attaccante non è mai riuscito a mostrare le qualità che ne avevano accompagnato l’arrivo.

Dopo la retrocessione, proprio Tedesco, Zerbo e Kaprof hanno affidato ai social il loro messaggio di saluto alla piazza giallorossa. Zerbo ha parlato apertamente di «scelte molto discutibili» e di «gente cattiva che ha provato a distruggerci», lasciando comunque aperta la porta a una possibile permanenza: «Sono disposto a restare per riportare il Messina dove merita, ma solo se messo nelle condizioni di poterlo fare».

Più istituzionale il messaggio di Kaprof, che ha ringraziato tifosi, compagni e staff, ammettendo quanto faccia «molto male non essere riusciti a raggiungere l’obiettivo. Non era il finale che sognavamo».

Tedesco, invece, ha scelto parole fortemente identitarie, sottolineando il legame creato con la città: «Messina non retrocede, perché l’amore, la passione e l’orgoglio di questa gente andranno sempre oltre qualsiasi categoria. Questa città mi ha accolto come un figlio e porterò con me ogni emozione».

Parole che raccontano il peso emotivo di una stagione chiusa nel peggiore dei modi e che adesso obbliga il Messina a ripartire quasi da zero.

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