Mascari: «Dieci finali al traguardo, l’Igea ci crede»

BARCELLONA P.G. – Non sarà una vittoria scintillante, ma vale quanto – se non più – di tre punti. Lo 0-0 tra Igea Virtus e Sambiase consolida la vetta e rafforza le certezze di una squadra che continua a muoversi con equilibrio in un campionato cortissimo.

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Come riportato dalla Gazzetta del Sud, nel post gara di “Casa Igea tv” è emersa una parola chiave: maturità. A parlare con lucidità è stato Agostino Mascari, che ha richiamato tutti all’essenziale: «Era importante restare primi, è questa la cosa fondamentale».

Secondo quanto evidenziato dalla Gazzetta del Sud, nessun allarmismo nello spogliatoio dopo una gara complessa contro un avversario organizzato. «È stata una partita difficile contro una squadra forte. Abbiamo sofferto, ma siamo rimasti vivi sino alla fine», ha spiegato l’attaccante, fotografando lo spirito di un gruppo che non perde compattezza.

L’Igea continua a perdere pochissimo in un torneo in cui cinque squadre sono racchiuse in pochi punti. Anche un pareggio può fare la differenza nella corsa promozione. «Mancano dieci partite, per noi sono dieci finali», ha ribadito Mascari, sottolineando la necessità di mantenere concentrazione massima contro chiunque.

La classifica è corta e imprevedibile. «Una domenica puoi essere primo, quella dopo quinto», ha osservato l’attaccante, come riportato ancora dalla Gazzetta del Sud. Un campionato «tostissimo», in cui peseranno non solo gli scontri diretti ma anche l’approccio contro le squadre impegnate nella lotta salvezza. «Pensare che qualcuno ci regali qualcosa è una follia», ha aggiunto, spegnendo ogni possibile rilassamento in vista dei prossimi impegni, a cominciare dal Paternò.

Mascari, arrivato a gennaio in un gruppo già strutturato, ha poi rimarcato la forza dell’ambiente: «Qui remano tutti dalla stessa parte, siamo 25-30 persone, staff compreso. È questo il bello di questa squadra». Un’unità che rappresenta la vera arma dell’Igea in una fase decisiva della stagione.

La Serie C non è più un miraggio ma un obiettivo concreto. «Quando ti trovi primo a dieci partite dalla fine è normale crederci», ha ammesso l’attaccante. Ma con equilibrio: perché, come sottolinea la Gazzetta del Sud, in un torneo così serrato anche un punto può trasformarsi in un mattone pesante verso qualcosa di storico.

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