La Sancataldese pure con i ribaltoni non ingrana i cambi in panchina e di atleti hanno creato caos

La Sancataldese ha toccato il fondo. La sconfitta contro il Paternò, fanalino di coda e reduce da 14 gare senza vittorie (2 pareggi e 12 sconfitte), è un colpo durissimo, per il risultato e per come è maturato.

iGam post

Come evidenzia La Sicilia, i verdeamaranto vivono uno dei momenti più difficili degli ultimi anni in Serie D: cinque sconfitte nelle ultime sette partite, con appena due pareggi. Nemmeno il cambio in panchina ha prodotto l’effetto sperato. Il ritorno di Orazio Pidatella al posto di Leonardo Vanzetto si è aperto con un ko.

«Abbiamo disputato un discreto primo tempo – ha dichiarato Pidatella – nel quale eravamo riusciti a recuperare la partita. Ma se si decide di giocare da soli nel secondo tempo, l’esito non può che essere questo. Con questa mentalità non facciamo punti con nessuno». Il tecnico ha puntato il dito sulla mancanza di cattiveria: «Ho visto poca ferocia. Dobbiamo invertire immediatamente la rotta».

In una giornata nera, l’unica nota positiva è arrivata dai risultati delle dirette concorrenti: tranne il Messina, che ha pareggiato con la Reggina, le altre squadre impegnate nella lotta salvezza hanno perso. Un dettaglio che mantiene ancora viva la speranza.

La classifica resta complicata e, come sottolinea La Sicilia, l’ambiente è attraversato da scoramento. La società prova a fare quadrato attorno alla squadra, ribadendo l’obiettivo unico: la permanenza in Serie D.

A dieci giornate dalla fine, il club ha lanciato un appello ai tifosi. «Riconosciamo un percorso tortuoso, scelte che non hanno dato i frutti sperati – si legge nella nota societaria riportata da La Sicilia – ma ogni decisione è stata presa per garantire la salvezza e la sostenibilità di un progetto che portiamo avanti con orgoglio da oltre 20 anni».

Il presidente Ivano La Cagnina ha risposto anche alle critiche social: «Se riusciremo nell’impresa, ci direte bravi. Se non dovessimo farcela, faremo spazio a chi sarà capace di gestire meglio. Ma per farlo bisogna mettere la mano nel portafoglio e non solo sulla tastiera». Poi il bilancio dei suoi sette anni di presidenza: una promozione dall’Eccellenza, un quinto posto in D – miglior risultato storico – e quattro salvezze.

Il fondo è stato toccato. Adesso, conclude La Sicilia, resta solo una strada: risalire, tutti insieme, per difendere la categoria.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *