Infantino: «Investire non basta in mancanza di un gruppo coeso»

Pietro Infantino si conferma uno dei grandi protagonisti dell’ultima stagione di Serie D. L’allenatore del Castrumfavara, intervistato dalla Gazzetta del Sud, ha ripercorso il campionato vissuto sulla panchina gialloblù tra difficoltà, scelte coraggiose e una salvezza conquistata contro ogni pronostico.

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Tecnico esperto e profondo conoscitore della categoria, Infantino ha raccontato una stagione particolare, iniziata nel migliore dei modi e poi improvvisamente interrotta dopo le prime giornate.

Come riportato dalla Gazzetta del Sud, il tecnico originario di Cammarata aveva deciso di lasciare il Castrumfavara dopo un avvio brillante, caratterizzato anche dalle vittorie contro Gela e Reggina.

«Alla quinta giornata ho deciso d’interrompere il rapporto per divergenze di vedute sui programmi e sulle scelte future», ha spiegato Infantino alla Gazzetta del Sud, sottolineando però di aver mantenuto ottimi rapporti con l’ambiente favarese.

La svolta è arrivata a gennaio, quando la squadra sembrava ormai vicina a una situazione compromessa. Il ritorno del tecnico è nato soprattutto grazie alla richiesta diretta di giocatori, dirigenti e tifosi.

«Di fronte a una richiesta di aiuto hanno prevalso i valori umani e sportivi che non devono mai passare in secondo piano», ha raccontato Infantino.

Da quel momento il Castrumfavara ha cambiato marcia: 21 punti conquistati in tredici partite e una salvezza diretta che sembrava quasi impossibile fino a pochi mesi prima.

Secondo quanto evidenzia la Gazzetta del Sud, il tecnico attribuisce gran parte del merito alla forza del gruppo e alla compattezza dello spogliatoio: «Quando costruisci qualcosa puntando sui valori umani tutti gli obiettivi diventano raggiungibili».

Infantino ha poi parlato anche della Serie D, definendola un campionato ormai professionistico sotto ogni aspetto: «È un torneo complesso e molto equilibrato, sia in testa sia in coda».

Per l’allenatore siciliano, proprio questa stagione avrebbe dimostrato come un gruppo unito possa spesso valere più dei grandi investimenti economici.

Nel corso dell’intervista concessa alla Gazzetta del Sud, Infantino ha infine analizzato anche le stagioni di Reggina e Messina, due delle grandi deluse del Girone I.

«Parliamo di piazze che non possono stare in Serie D», ha dichiarato il tecnico, elogiando però il lavoro svolto da Alfio Torrisi sulla panchina amaranto.

Secondo Infantino, sia Reggina sia Messina dovranno adesso ripartire da una seria ristrutturazione progettuale per tornare rapidamente nelle categorie che competono alla loro storia.

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