Enna, spunta la proposta da 40 mila euro. Travagin: «Non ho ricevuto offerte concrete»

Una presunta proposta per l’acquisto dell’Enna, le contestazioni della tifoseria e un futuro societario ancora tutto da definire. Attorno al club gialloverde continuano a rincorrersi indiscrezioni, mentre il presidente Giancarlo Travagin chiarisce di non avere ricevuto, al momento, offerte concrete per la cessione della società.

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Come riporta La Sicilia, è già stato definito un “giallo” quello relativo a una mail contenente una presunta proposta di acquisto dell’Enna. Travagin, però, ridimensiona la vicenda: «Per me è una non proposta. Arriva da un anonimo e con proposte improponibili, si paventa un’offerta di 40 mila euro».

Il mittente della mail agirebbe per conto di investitori che si farebbero carico delle somme debitorie e delle spese già affrontate da Travagin qualora il valore dell’Enna risultasse superiore ai 40 mila euro.

Travagin: «Non ho ricevuto proposte concrete»

Nonostante le indiscrezioni, il presidente lascia aperta la porta a eventuali interlocutori realmente interessati. Come riferisce La Sicilia, Travagin afferma: «Se c’è qualcuno che voglia prendere l’Enna può tranquillamente farsi avanti, non capisco perché non l’hanno proposto a Stompo. Di certo le proposte si fanno in modo diverso, però chi ha interesse faccia un’offerta seria, ci metta la faccia con capienza finanziaria, qualità idonee a fare calcio e io gli andrò incontro per aiutarlo».

La posizione del presidente è dunque quella di valutare eventuali offerte, purché accompagnate da condizioni economiche e progettuali ritenute adeguate.

Di Maggio: «Mi addolora vedere la squadra in queste condizioni»

Sulla difficile situazione dell’Enna interviene anche l’ex assessore provinciale Gaetano Di Maggio, che esprime la propria preoccupazione per il momento attraversato dal club.

«Vedere in quale stato versa la squadra e la società mi addolora. Mi riporta indietro di tanti anni quando purtroppo ci sono stati dolorosi fallimenti e oggi con preoccupazione ritiene che il rischio di vedere fallire per l’ennesima volta il calcio ad Enna sia concreto», sono le parole riportate da La Sicilia.

Di Maggio prosegue soffermandosi anche sulla posizione di Travagin: «Travagin, prosegue, non credo fosse di passaggio da Enna, basta quando si è reso disponibile ad ereditare la società. È stato cercato, a suo dire “incastrato”, e poi come sostiene lo stesso presidente “mollato”».

Il nodo dello stadio e le contestazioni

Nel quadro complesso della situazione societaria trova spazio anche la questione relativa al “Gaeta” e alle condizioni dell’impianto. Di Maggio richiama i «mesi di inerzia politica e lavorativa in favore dello stadio» e aggiunge: «Credo manchi poco per scoprire l’esito dell’ingarbugliata situazione».

L’ex assessore interviene infine sulle contestazioni rivolte alla società: «Sono abituato a vedere il bicchiere mezzo pieno ma questa volta mi costa molta fatica. Se qualcuno pensa che con il suo disinteresse, o peggio ancora con il suo remare contro, ci potrà portare via la passione calcistica, che ha sempre contraddistinto il popolo ennese, si sbaglia».

Come riporta infine La Sicilia, Di Maggio cita invece Sant’Anna Calcio e Lago Real/Atletico Enna, realtà che, nelle sue parole, «stanno cercando di riportare entusiasmo».

Il futuro dell’Enna resta quindi al centro dell’attenzione: tra ipotesi di cessione, contestazioni e difficoltà legate anche alle strutture, Travagin attende eventuali interlocutori disposti a presentare una proposta concreta.

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