Catania, l’ultimo abbraccio a Orazio Russo: «Sei il mio eroe»

Duemila persone in Cattedrale per l’addio all’ex rossazzurro. Il giro di campo al Massimino e il coro della Nord: «Sarai sempre con noi».
Catania si è fermata per Orazio Russo. Un silenzio composto, spezzato solo dagli applausi e da un dolore che ha attraversato la città e il suo calcio. Come racconta La Sicilia, l’addio all’ex attaccante rossazzurro è stato un momento di straordinaria intensità emotiva, culminato nella lettera letta dalla figlia Letizia in Cattedrale: «Sei il mio eroe». Parole semplici, potentissime, che hanno racchiuso in pochi minuti l’essenza di un uomo prima ancora che di un calciatore.
Secondo quanto riportato da La Sicilia, oltre duemila persone hanno gremito il Duomo per salutare Russo. Non solo tifosi, ma amici, dirigenti, ex compagni di squadra e volti noti del calcio siciliano e nazionale. Pasquale Marino, Giovanni Petralia, Angelo Sciuto, Peppe Mascara, Ciro Polito, Giovanni Marchese, Peppe Pagana, Agatino Chiavaro e tanti altri si sono stretti attorno alla famiglia in un abbraccio collettivo.
Il feretro, coperto dalla maglia rossazzurra, aveva compiuto poco prima un ultimo, commovente giro di campo al “Massimino”. Come sottolinea ancora La Sicilia, le curve hanno intonato a lungo un coro che ha trafitto il cuore della città: «Orazio Russo, sarai sempre con noi». Un saluto da stadio, intenso e struggente, per un uomo che con quella maglia aveva costruito un legame indissolubile.
In Cattedrale era presente tutto il Catania di oggi: dirigenti, prima squadra, staff tecnico e sanitario, settore giovanile e femminile. Un’intera comunità sportiva raccolta attorno ai familiari, che attraverso le parole di Letizia hanno voluto ringraziare la città: «Ha salutato un amico, un campione».
La Sicilia ricorda anche il forte legame con Acireale, dove Russo fu protagonista di stagioni esaltanti, con 33 gol e la vittoria del campionato di C2. Anche i suoi ex compagni granata hanno voluto accompagnarlo in questo ultimo viaggio.
Applausi in piazza, prima dell’imbrunire. Lunghi, ripetuti, carichi di emozione. Perché, come evidenzia La Sicilia, l’eredità lasciata da Orazio Russo va oltre i numeri e le categorie: è fatta di valori, di umanità, di esempio per i giovani del vivaio rossazzurro. Un’eredità pesante. Più umana che tecnica.
