Caso De Falco, il nodo del sistema federale: il caso Igea riapre il problema dei controlli sui tesseramenti

La penalizzazione di cinque punti inflitta all’Igea Virtus per il “caso De Falco” non ha soltanto cambiato gli equilibri della corsa al vertice del campionato, ma ha riportato alla luce una questione più ampia legata al funzionamento del sistema federale.
Come evidenzia la Gazzetta del Sud, la vicenda che ha coinvolto il portiere ex Reggiana rischia infatti di trasformarsi in un precedente capace di aprire un dibattito sulla gestione dei tesseramenti tra professionismo e dilettantismo.
Il club barcellonese ha già annunciato l’intenzione di proseguire il percorso giudiziario-sportivo per far valere le proprie ragioni, ma intanto il caso ha fatto emergere una problematica denunciata da tempo da molti dirigenti del calcio dilettantistico.
Secondo quanto riportato dalla Gazzetta del Sud, il punto centrale riguarda una lacuna del sistema informatico federale: le società dilettantistiche, quando tesserano un calciatore proveniente dal professionismo, non hanno strumenti per verificare eventuali squalifiche o pendenze disciplinari del giocatore.
La questione, spiegano gli addetti ai lavori citati dalla Gazzetta del Sud, riguarda soprattutto i calciatori che arrivano dai settori giovanili o dalle squadre Primavera dei club professionistici. Il portale federale, infatti, non consente ai dirigenti dilettantistici di consultare direttamente eventuali provvedimenti disciplinari ancora da scontare.
Una situazione che da anni viene segnalata dai segretari delle società affiliate alla LND, i quali hanno più volte sollecitato una modifica del sistema per evitare casi simili. Anche a livello istituzionale la problematica è stata riconosciuta: lo stesso presidente federale avrebbe più volte manifestato l’intenzione di intervenire per colmare questa lacuna.
Il tema è stato discusso anche durante una riunione svoltasi il 15 dicembre scorso a Roma, nel corso della quale è stata ribadita la necessità di migliorare i meccanismi di controllo sui tesseramenti.
Nel frattempo, però, il caso Igea Virtus dimostra come il problema sia tutt’altro che teorico. Come sottolinea ancora la Gazzetta del Sud, l’assenza di strumenti adeguati rischia di mettere le società dilettantistiche in una posizione di forte difficoltà: senza accesso a determinate informazioni disciplinari, i club possono trovarsi a schierare inconsapevolmente calciatori non utilizzabili.
Per questo motivo la vicenda De Falco potrebbe diventare il punto di partenza per una revisione del sistema federale, con l’obiettivo di garantire maggiore trasparenza e tutela per le società dilettantistiche.
