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Curiale a GS.it: “Cerco un progetto serio e ambizioso. Catania? Mi piacerebbe, certo, ma non c'è stato nessun contatto”

Curiale a GS.it: “Cerco un progetto serio e ambizioso. Catania? Mi piacerebbe, certo, ma non c'è stato nessun contatto”


Le esclusive di Goalsicilia.it-L'attaccante ex Vibonese, Catania e Trapani.

“Al momento sono svincolato, cerco una nuova avventura, un progetto ambizioso come lo sono io”. Musica e parole di Davis Curiale, attaccante siciliano classe ’87, che lo scorso anno ha vestito le maglie di Catanzaro prima e Vibonese poi. Dopo la retrocessione dei calabresi in Serie D il suo contratto è scaduto e adesso il calciatore si dice pronto a una nuova avventura.

In carriera, prima dello scorso campionato, ha vestito inoltre le maglie di Sambenedettese, Vicenza, Ravenna, Cittadella, Crotone, Triestina, Grosseto, Frosinone, Trapani, Lecce e Catania, realizzando più di 100 gol nei campionati professionistici, tra Serie B e Serie C. Queste le sue parole a Goalsicilia.it:

Davis, al momento sei svincolato. Possiamo dire che sei un vero e proprio uomo mercato…

Uomo mercato non proprio, magari lo sono stato qualche anno fa. Adesso ho 34 anni, non nego che qualcosa si sta muovendo ma al momento nulla di concreto”.

Dopo lo scorcio di campionato con la Vibonese ti abbiamo visto protagonista con la maglia della Nazionale Siciliana. Che esperienza è stata?

Sono state emozioni bellissime. È stato un onore indossare la fascia di capitano nella gara inaugurale. Nella partita di Mazara del Vallo contro la Natzionale Sarda ero il calciatore più rappresentativo, ma non bisogna dimenticare che ci sono tantissimi siciliani che giocano in Serie A e in B che per un motivo o per un altro non potevano essere presenti. Mi sono goduto il momento al massimo. In quei pochi giorni abbiamo creato un grandissimo gruppo e abbiamo disputato una bellissima partita, dimostrando di essere una Nazionale che può giocare ad alti livelli”.

E c’è stato un buon riscontro anche a livello di affetto da parte della gente…

In tanti inizialmente erano titubanti. Tanti dubitavano di questa iniziativa e ci hanno snobbato un pochino. Poi avranno visto un’organizzazione eccezionale, la squadra che ha giocato bene e il tipo di giocatori presenti. Abbiamo dato un segnale positivo e adesso tanta gente ci chiede quando saranno le prossime partite. Piano piano cercheremo di avvicinare i tifosi a noi. I siciliani sono tifosi caldissimi e sono sicuro che nei prossimi anni questa Nazionale avrà un grande futuro”.

Parlando di siciliani e calcio non si può non menzionare l’attualità. Nuove proprietà straniere per Palermo e Catania, può essere l’occasione per un rilancio del calcio nella nostra Isola?

Investimenti di questo tipo rappresentano il futuro. In Italia e in Sicilia soprattutto gli imprenditori fanno fatica a investire nel calcio. Se americani, arabi, australiani, gente che viene da fuori vuole investire nel nostro calcio è solo un bene. Un bene per il calcio italiano e soprattutto siciliano. Nella nostra Isola c’è di tutto e di più ed è una terra di conquista. Come Catania e Palermo, tante altre squadre in Sicilia meriterebbero di avere proprietà forti e di poter calcare palcoscenici importanti”.

Proprio a proposito di Catania, il tuo nome è stato accostato alla nuova squadra etnea. È possibile un tuo ritorno in maglia rossazzurra?

Non c’è stato nessun contatto diretto, questo posso dirlo chiaramente. Sono chiaramente disponibile essendo un giocatore svincolato. A Catania sono stato bene, è una grande piazza che vuole ripartire e darei il mio consenso a vestire nuovamente quella maglia. Spero di trovare al più presto una squadra”.

Allora ti hanno cercato dalla Serie C?

Anche qui, c’è stata qualche chiacchierata informale, questo è vero. Ma niente contatti veri e propri, ancora nulla di concreto”.

Che tipo di progetto cerchi per la prossima stagione?

Mi piacerebbe trovare una squadra che ha un progetto, una squadra che ha fame e che vuole lottare. Mi piacerebbe andare in una piazza con un tifo caloroso, qualcosa che ti regala le giuste emozioni per andare avanti. Sarò sincero, non mi andrebbe di andare in una piazza in cui mancano organizzazione e tifo. Non mi va di giocare per lo stipendio, mi va di giocare per vivere emozioni”.

Molti compagni e addetti ai lavori ti riconoscono una qualità importante, quella di essere un condottiero…

Il calcio è la mia vita. Gioco a pallone da quando ho cinque anni e sono veramente un malato di questo sport. Tanto da giocare anche con degli infortuni. A Catania, ad esempio, in una sfida contro l’Avellino ho giocato per un tempo con un crociato lesionato. Se non fosse stato per mister Lucarelli che mi ha sostituito a fine primo tempo avrei continuato a giocare. Mi sono scontrato col portiere a inizio partita e ho fatto pure gol intorno al 40’, zoppicando. A caldo sentivo dolore, ma non pensavo potesse essere un crociato lesionato, poi gli esami hanno dato questo esito. Dopo 45 giorni però ero già in campo, tanta era la voglia di rientrare. Questo per dire quanto tengo al calcio, tanto che mi piacerebbe continuare con il calcio anche quando appenderò gli scarpini al chiodo”.

A tal proposito, nonostante i 34 anni, immagino che il ritiro non sia ancora tra i tuoi pensieri…

Fortunatamente non ho avuto infortuni gravi in carriera, sto bene e voglio solo pensare al campo. Ho già preso il patentino di allenatore e quando smetterò vorrei allenare. Voglio restare in questo mondo, ho sempre dato tutto per il calcio”.

Luca Di Noto
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