Acireale, testa di bovino e cappio davanti a casa di Di Mauro: il club denuncia l’intimidazione

L’Acireale rompe il silenzio e prende posizione con toni durissimi dopo il grave episodio avvenuto nella notte tra il 5 e il 6 aprile ai danni del presidente Giovanni Di Mauro. Secondo quanto riferito dal club, davanti all’abitazione del numero uno granata è stato lasciato uno scalpo, presumibilmente di bovino, con un cappio annodato: un gesto definito dalla società «macabro», «ignobile» e dal chiaro significato intimidatorio.
Nel lungo comunicato diffuso nelle scorse ore, la società condanna senza mezzi termini quanto accaduto, inquadrandolo come l’ultimo episodio di una serie di atti ostili e pressioni che, secondo la ricostruzione del club, sarebbero stati rivolti negli ultimi mesi contro Di Mauro e la dirigenza. L’Acireale parla apertamente di un clima pesante, segnato da contestazioni giudicate non più riconducibili al semplice dissenso sportivo.
Il club sottolinea come il malumore della tifoseria per i risultati maturati nell’ultimo anno e mezzo possa essere compreso, ma ribadisce che il diritto di critica non può mai degenerare in intimidazioni, minacce o gesti che coinvolgano la sfera privata di dirigenti e familiari. In questa chiave, la società attacca una parte del tifo organizzato, accusandola di avere superato ogni limite di civiltà e rispetto.
Nel comunicato vengono ricordati anche altri episodi di tensione già vissuti in passato: manifestazioni di protesta, striscioni offensivi, raid notturni sotto casa del presidente, fino a presunti tentativi di aggressione verbale e fisica nei confronti di dirigenti e tesserati. La società sostiene che non vi sia mai stata, da parte di questa frangia, una reale volontà di confronto, ma soltanto una linea di contrapposizione continua e radicale.
L’Acireale difende poi con forza l’operato di Di Mauro, spiegando che il presidente avrebbe sempre cercato il dialogo anche nei momenti più complicati, ricevendo però in cambio ulteriori irrigidimenti. Il club respinge inoltre l’idea che la protesta sia stata animata esclusivamente dai risultati della squadra, lasciando intendere che dietro questa pressione possano esserci motivazioni più profonde.
Nel passaggio finale della nota, la società ribadisce di voler andare avanti senza arretrare, con l’obiettivo di conquistare la salvezza sul campo insieme a staff tecnico e calciatori, e di tutelare quella parte di tifoseria definita sana, davvero legata ai colori granata. Viene inoltre precisato che, in relazione all’episodio intimidatorio, sono già state avviate le indagini da parte delle autorità competenti, con i rilievi effettuati dalla Scientifica per provare a risalire agli autori.
La presa di posizione del club arriva in un momento delicatissimo della stagione e aggiunge ulteriore tensione attorno all’ambiente granata. Ma il messaggio della società è netto: nessuna apertura verso chi sceglie la strada della minaccia, pieno sostegno al presidente e fiducia nelle indagini per fare luce su quanto accaduto.
