Calcio siciliano, Morgana lancia l’allarme sugli impianti

L’impiantistica sportiva siciliana ha compiuto importanti passi avanti negli ultimi anni, ma nelle grandi città restano criticità che rischiano di penalizzare l’attività delle società dilettantistiche e dei settori giovanili. Il presidente della LND Sicilia, Sandro Morgana, propone l’apertura di un confronto con le amministrazioni comunali di Palermo, Catania e Messina per programmare interventi di riqualificazione, manutenzione e gestione delle strutture esistenti. Come riportato da La Sicilia, l’obiettivo è trasformare i progressi raggiunti in un progetto capace di garantire continuità al movimento calcistico regionale.
«Tanto è stato fatto e tanto resta da fare. Il quadro generale è in crescita, ma dobbiamo affrontare nuove sfide, soprattutto nelle grandi città, dove emergono criticità che richiedono una programmazione concreta e una progettualità condivisa», sottolinea Morgana. I numeri confermano lo sviluppo dell’impiantistica: dal 2009 a oggi i campi in erba sintetica nell’Isola sono passati da 15 a circa 170, consentendo anche di organizzare il Torneo delle Regioni in tutte e nove le province siciliane.
Restano però diversi problemi da affrontare. La Sicilia evidenzia in particolare la situazione di Catania, dove il campo di Monte Po necessita di un nuovo affidamento e versa in condizioni precarie, mentre il Paratore richiede interventi di manutenzione. «Dobbiamo partire dai dati e dalle condizioni reali degli impianti. Non si tratta di stilare classifiche o attribuire responsabilità, ma di individuare le necessità e gli strumenti per affrontarle. Anche a Palermo e Messina è importante sviluppare una visione complessiva, capace di rispondere alle esigenze delle società sportive».
Tra le priorità indicate dal presidente regionale figura anche la salvaguardia degli impianti storici, come il campo Conca d’Oro di Palermo, punto di riferimento per numerosi giovani calciatori. «Non si può pensare a una programmazione urbana del territorio eliminando i campi di calcio», ribadisce Morgana, chiedendo una ricognizione delle strutture effettivamente utilizzabili e degli interventi necessari.
Secondo quanto riferisce La Sicilia, la proposta prevede un lavoro condiviso tra enti locali, società sportive e soggetti interessati alla gestione degli impianti. Tra le esperienze da approfondire c’è quella del Comune di Torino, soprattutto per quanto riguarda affidamenti, concessioni e controlli sulla manutenzione. «Dobbiamo costruire una strategia che tenga insieme riqualificazione, manutenzione e gestione. Le esperienze di altre città possono offrire spunti interessanti, soprattutto per definire responsabilità, programmi di manutenzione e obiettivi verificabili. Non si tratta di copiare modelli, ma di individuare soluzioni sostenibili per la nostra realtà».
Morgana chiarisce anche il ruolo che la Lega Nazionale Dilettanti potrebbe assumere nel percorso: «La Lega Nazionale Dilettanti non può sostituirsi alle amministrazioni comunali, che hanno competenze e responsabilità proprie, ma può svolgere un ruolo importante di raccordo e proposta. Conosciamo le necessità delle società e sappiamo quanto la disponibilità dei campi incida sull’attività giovanile e dilettantistica. Siamo pronti a sederci attorno a un tavolo, analizzare i dati e contribuire a individuare le priorità».
La prospettiva, dunque, non è soltanto costruire nuovi campi, ma assicurare una gestione efficiente di quelli già disponibili, evitando che la manutenzione venga affrontata esclusivamente nelle situazioni di emergenza. La Sicilia riporta infine l’appello del presidente della LND Sicilia a una collaborazione concreta tra istituzioni e movimento sportivo.
«Il nostro obiettivo è trasformare questa riflessione in un percorso concreto. Abbiamo dimostrato che investimenti e collaborazione possono far crescere l’impiantistica siciliana. Ora dobbiamo compiere un ulteriore passo, concentrandoci anche sulle grandi città e consolidando la capacità di fare sistema. La LND Sicilia è pronta a dare il proprio contributo, con spirito costruttivo, perché investire negli impianti significa investire nelle società, nei giovani e nel futuro del calcio siciliano».
