Campo non omologato, l’Orlandina resta senza casa

L’Orlandina Calcio è costretta a fare i conti con il problema dello stadio. Il “Ciccino Micale” di Capo d’Orlando non è omologato e la società non può quindi disputare sul proprio terreno di gioco le gare casalinghe. Una situazione che ha già costretto la formazione paladina a trasferirsi altrove per l’esordio nel campionato di Promozione.
Come racconta Benedetto Orti Tullo su La Sicilia, la questione è arrivata anche sul tavolo dell’amministrazione comunale. Il gruppo consiliare CambiAmo Capo ha presentato un’interrogazione urgente al sindaco e alla Giunta, chiedendo di intervenire per consentire all’Orlandina di tornare a giocare nella propria città.
L’omologazione del “Ciccino Micale” è scaduta il 18 settembre 2026 e, dopo il sopralluogo degli incaricati della Figc, non è stato possibile procedere al rinnovo.
Una situazione che, secondo quanto riportato da Benedetto Orti Tullo su La Sicilia, rischia di creare problemi alla partecipazione dell’Orlandina alle competizioni. Il presidente Massimo Romagnoli ha infatti denunciato le difficoltà legate all’indisponibilità dell’impianto.
Esordio casalingo giocato a porte chiuse a Merendino
Il campionato di Promozione è intanto cominciato. Sabato 26 settembre l’Orlandina, pur essendo chiamata a giocare in casa, è stata costretta a trasferirsi al campo Merendino, dove ha affrontato a porte chiuse il Comprensorio Tindari, conquistando la vittoria per 1-0.
La vicenda, però, secondo il gruppo consiliare va ben oltre il semplice aspetto tecnico. Come evidenziano Benedetto Orti Tullo e La Sicilia, CambiAmo Capo sottolinea: «Non possiamo permettere che una società che dal 1946 porta il nome di Capo d’Orlando rischi di non poter giocare nella propria città».
I consiglieri richiamano inoltre le possibili ripercussioni sul settore giovanile, sulla scuola calcio e sulle famiglie.
«Non chiediamo privilegi, ma un campo»
CambiAmo Capo chiede all’amministrazione comunale di chiarire quali interventi siano necessari, quali siano i relativi costi e attraverso quali modalità possano essere realizzati.
L’obiettivo indicato è arrivare rapidamente a una soluzione attraverso il confronto tra Comune, Orlandina, uffici comunali e organismi federali, superando le contrapposizioni.
Nel passaggio conclusivo riportato da Benedetto Orti Tullo su La Sicilia, il gruppo consiliare ribadisce: «Non chiediamo privilegi, ma un campo. Un campo sicuro, funzionante e omologato».
Secondo CambiAmo Capo, il “Ciccino Micale” non rappresenta soltanto un impianto sportivo comunale, ma anche un punto di riferimento per la comunità e per la crescita dei giovani. Da qui la richiesta all’amministrazione di considerare la risoluzione della vicenda una priorità.
