Messina, caso firme: deferito il club. Rischio dalla multa alla penalizzazione

Il “caso firme” del Messina entra nella fase decisiva della giustizia sportiva. Il procuratore federale Giuseppe Chiné ha infatti chiuso il procedimento disponendo il deferimento dell’Acr per le irregolarità contestate all’ex presidente Stefano Alaimo, che avrebbe sottoscritto alcuni atti mentre si trovava in condizione di inibizione.
Come riferisce la Gazzetta del Sud, toccherà adesso al Tribunale Federale Nazionale della Figc esaminare la posizione del Messina, chiamato in causa a titolo di responsabilità oggettiva e diretta. Le possibili conseguenze, qualora venissero accertate le contestazioni, possono andare da una sanzione economica fino a punti di penalizzazione.
I legali dell’Acr continuano comunque a mostrarsi, almeno informalmente, fiduciosi e sereni in vista del giudizio.
La difesa del Messina punta sul cambio di proprietà
Uno degli elementi sui quali dovrebbe poggiare la linea difensiva riguarda il profondo cambiamento societario avvenuto successivamente ai fatti contestati.
L’attuale proprietà, infatti, non avrebbe alcun legame con i soggetti protagonisti delle vicende finite sotto la lente della Procura federale. Al Messina viene contestata la produzione di contratti di tesserati e altri documenti federali sottoscritti dall’allora presidente Stefano Alaimo, delegato alla firma dall’inadempiente AAD Invest.
La Gazzetta del Sud ricorda come, in quel periodo, la gestione del Messina fosse addirittura nelle mani di un gruppo “terzo” rispetto ai soci formali.
Successivamente il club è passato attraverso la curatela fallimentare fino all’arrivo del Racing City Group, che ha acquistato il compendio sportivo in liquidazione dal Tribunale al termine della procedura e dopo gli accertamenti effettuati anche dalla Figc.
Adesso decide il Tribunale Figc
La Procura federale ha chiesto al Tribunale di fissare la data della discussione. Sarà il collegio giudicante a stabilire innanzitutto se le contestazioni siano fondate e, soltanto in caso affermativo, quali eventuali sanzioni applicare.
Un passaggio importante sottolineato dalla Gazzetta del Sud riguarda proprio la natura del deferimento: si tratta dell’atto attraverso il quale viene esercitata l’azione disciplinare e non rappresenta un accertamento immediato della responsabilità del Messina.
Bisognerà quindi attendere il procedimento davanti al Tfn prima di conoscere l’effettivo impatto della vicenda sul club biancoscudato.
Caso firme, la posizione dei calciatori
Il procedimento ha coinvolto anche 20 calciatori. La maggior parte ha già definito la propria posizione attraverso l’istituto previsto dall’articolo 126 del Codice di giustizia sportiva, che permette di chiudere il procedimento prima del giudizio.
Di fatto, attraverso l’Aic, i giocatori hanno potuto evitare squalifiche rapportate alle partite disputate, trasformandole in sanzioni economiche.
Secondo quanto riportato dalla Gazzetta del Sud, il procedimento resta invece aperto per quattro elementi: Alessandro Cirino, con una gara giocata; Matheus Reis Daquinto, due presenze e oggi attaccante della Reggina; Andrea Sorrentino, con 32 partite disputate e nel frattempo ritiratosi; e un calciatore che era minorenne all’epoca dei fatti e aveva disputato una partita.
La posizione di Flavio Di Lazzaro è stata invece stralciata.
Tutto partì dalle denunce di Reggina, Sancataldese e Acireale
La vicenda giudiziaria sportiva aveva preso il via dopo le denunce presentate da Reggina, Sancataldese e Acireale, tutte coinvolte nello scorso campionato di Serie D.
Le tre società, ricostruisce ancora la Gazzetta del Sud, avrebbero ottenuto le informazioni attraverso un “plico” anonimo. Nessuna delle tre, tuttavia, è riuscita successivamente a raggiungere sul campo il proprio obiettivo stagionale: la Reggina non ha conquistato la promozione, superata dal Savoia, mentre Sancataldese e Acireale sono retrocesse, così come l’Acr.
Per il Messina si apre dunque una nuova fase. Dopo il deferimento, la questione passerà al Tribunale Federale Nazionale, chiamato a valutare nel merito le contestazioni e a stabilire se il club debba essere sanzionato.
