Messina, il ripescaggio in Serie D prende quota

Il futuro del Messina potrebbe non passare necessariamente dall’Eccellenza. L’ipotesi ripescaggio in Serie D, infatti, è tutt’altro che remota e rappresenta oggi la strada principale su cui la società giallorossa sta concentrando energie, contatti e valutazioni per provare a cancellare immediatamente la retrocessione maturata nel playout di Ragusa.

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Come evidenzia la Gazzetta del Sud, il regolamento consente alle società sconfitte nei playout di entrare nella graduatoria per il completamento degli organici della Serie D 2026/27, alternandosi alle vincitrici dei playoff di Eccellenza che non hanno ottenuto la promozione diretta.

Il Messina, dunque, avrebbe pieno diritto a presentare domanda di ripescaggio. Per farlo serviranno circa 50mila euro a fondo perduto, una fideiussione bancaria da 31mila euro e ulteriori 13mila euro destinati all’iscrizione.

Secondo la Gazzetta del Sud, molto dipenderà naturalmente dal numero di posti che si libereranno nelle prossime settimane. Le eventuali vacanze d’organico potrebbero derivare da rinunce, esclusioni o mancate iscrizioni di altri club, ma anche da eventuali riduzioni del numero complessivo delle squadre ammesse al campionato.

I criteri definitivi verranno ufficializzati soltanto a luglio, dopo il passaggio delle domande al vaglio della Covisod, ma il Messina partirebbe comunque da una posizione considerata interessante.

La Gazzetta del Sud sottolinea infatti come il club disponga di una nuova storia federale e amministrativa, pur avendo acquisito i titoli sportivi della precedente società. Un dettaglio importante perché permetterebbe ai giallorossi di evitare alcune limitazioni previste per le società colpite da penalizzazioni o sanzioni federali.

Tra i parametri che influiranno sulla graduatoria ci saranno bacino d’utenza, disponibilità dell’impianto sportivo, anzianità federale e meriti sportivi e disciplinari. In questo senso il Messina può contare sul peso di rappresentare un capoluogo di provincia e sulla disponibilità dello stadio “Franco Scoglio”, elemento ritenuto particolarmente favorevole.

Più penalizzante, invece, l’assenza di un’attività giovanile strutturata, voce che assegna punteggi importanti nella composizione della graduatoria finale.

Sono trascorsi soltanto sei giorni dalla drammatica retrocessione di Ragusa, partita che ha segnato uno dei momenti più difficili della recente storia calcistica cittadina. Un colpo pesantissimo per una piazza già provata da anni di delusioni sportive e problemi societari.

La retrocessione ha inevitabilmente cambiato anche i piani dell’attuale proprietà, entrata nel Messina pochi mesi fa con l’obiettivo di salvare il club dal fallimento e rilanciare gradualmente il progetto sportivo.

Secondo la Gazzetta del Sud, la penalizzazione iniziale aveva certamente complicato il percorso della squadra, ma il lavoro svolto nel girone d’andata dal gruppo guidato da mister Romano aveva rimesso il Messina in corsa per la salvezza.

A pesare sarebbe stata soprattutto la gestione della seconda parte di stagione. Il cambio in panchina e un mercato invernale che non ha prodotto gli effetti sperati avrebbero finito per compromettere definitivamente la rincorsa salvezza.

Adesso però il club vuole reagire immediatamente. In questi giorni si stanno moltiplicando incontri, confronti e consulenze legali per tentare ogni strada possibile verso il ritorno in Serie D.

La società si sarebbe affidata anche a professionisti già coinvolti nel cosiddetto “caso firme” della Reggina, mentre significativo viene considerato l’incontro avvenuto allo stadio “Franco Scoglio” con il ministro dello Sport Andrea Abodi.

Nel frattempo bisognerà monitorare anche la concorrenza. Tra le società maggiormente accreditate nella corsa al ripescaggio viene indicato il Taranto, club che dopo le recenti vicissitudini societarie sta tentando la risalita attraverso i playoff di Eccellenza pugliese.

Per il Messina, però, la priorità resta una sola: non disperdere definitivamente il patrimonio sportivo e identitario di una piazza che vuole rialzarsi il prima possibile.

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