Igea Virtus, un’annata tra sogni e rimpianti: «Quel 10 marzo ci ha spezzati»

ARCELLONA POZZO DI GOTTO — Una stagione vissuta sulle montagne russe, tra il sogno Serie C e il peso di una penalizzazione che ha cambiato il destino del campionato. Con la cena di fine stagione andata in scena giovedì scorso in un locale di Portorosa, l’Igea Virtus ha ufficialmente chiuso la sua terza annata consecutiva in Serie D.

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Come racconta la Gazzetta del Sud, il campionato giallorosso è stato caratterizzato da due facce completamente differenti. Da una parte l’entusiasmo di una squadra capace di guidare il girone per lunghi tratti della stagione, dall’altra il crollo emotivo e di risultati arrivato dopo la penalizzazione in classifica che ha spento i sogni di promozione.

Per oltre tre quarti di campionato l’Igea Virtus aveva infatti accarezzato concretamente l’idea di giocarsi la Serie C fino all’ultima giornata. Poi la sentenza arrivata a marzo ha completamente cambiato lo scenario, trascinando la squadra fuori anche dalla corsa playoff, sfumata aritmeticamente alla penultima giornata.

L’unica vera consolazione della stagione resta il titolo di capocannoniere conquistato da Boubacar Samake. L’attaccante maliano ha chiuso il campionato con 17 reti, precedendo di tre gol il centravanti dell’Enna Franck Tchaouna.

Come sottolinea la Gazzetta del Sud, la prima parte della stagione di Samake è stata straordinaria: decisive le doppiette contro il Milazzo e il gol pesantissimo segnato all’Athletic Palermo. Poi però anche il bomber giallorosso ha pagato il contraccolpo fisico e mentale del finale di stagione, perdendo gradualmente brillantezza.

In queste ore, intanto, i social sono stati invasi dai messaggi di saluto e dai bilanci dei protagonisti dell’annata giallorossa.

Tra i più significativi c’è quello del difensore Salvatore Maltese, che ha ripercorso il cammino della squadra con grande amarezza ma anche orgoglio.

«È stato un anno bellissimo, un sogno che avrei voluto non finisse mai», ha scritto Maltese secondo quanto riportato dalla Gazzetta del Sud. «Abbiamo vissuto vittorie incredibili, rimonte pazzesche e creato un gruppo totalmente unito alla tifoseria».

Il difensore ha poi ricordato il momento che ha cambiato tutto. «Eravamo in testa alla classifica a sei giornate dalla fine davanti a squadre come Reggina e Nissa», ha sottolineato. «Ci credevamo davvero, poi è arrivata la stangata».

Concetti molto simili anche nelle parole del capitano Claudio Calafiore, che ha definito lo spogliatoio «una seconda casa», fatta di «gioie, discussioni, sorrisi, dolori ma soprattutto unione».

«Dispiace non essere riusciti a portare Barcellona dove merita», ha aggiunto il capitano nelle dichiarazioni riportate dalla Gazzetta del Sud.

Particolarmente toccante anche il messaggio dell’allenatore Sasà Marra, che ha indicato proprio il 10 marzo — giorno della penalizzazione — come il momento in cui il rapporto umano con la squadra si è ulteriormente rafforzato.

«Quel giorno ho capito quanto siete uomini veri», ha scritto il tecnico rivolgendosi ai suoi giocatori. «La sofferenza che ho visto nei vostri occhi mi ha fatto capire quanto sono fortunato come allenatore e come uomo».

Una stagione chiusa senza playoff ma con la consapevolezza di aver costruito qualcosa di importante. E a Barcellona Pozzo di Gotto resta la sensazione che, senza quella penalizzazione, il finale avrebbe potuto raccontare un’altra storia.

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