Ragusa, esplode la festa salvezza: Lucenti si prende la rivincita dopo un anno di critiche

RAGUSA — Alla fine sono esplosi tutti insieme, in mezzo al campo, dopo 122 minuti di tensione e sofferenza. Il Ragusa conquista la salvezza in Serie D eliminando il Messina nel playout e trasforma lo stadio “Aldo Campo” in una festa azzurra. Una liberazione vissuta tra cori, lacrime e rivincite personali dopo una stagione passata tra dubbi e contestazioni.

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Come racconta La Sicilia, subito dopo il triplice fischio dirigenti e tesserati hanno celebrato il traguardo sventolando anche alcune magliette preparate con i commenti social più critici nei confronti della squadra e della società. Un gesto simbolico per ricordare lo scetticismo che aveva accompagnato il Ragusa fin dall’inizio della stagione.

La festa si è sviluppata interamente sul terreno di gioco, tra salti, fotografie e abbracci davanti a una tribuna gremita come raramente si era visto durante l’anno. Un colpo d’occhio che ha restituito entusiasmo e vicinanza tra la squadra e la città proprio nel momento più importante.

A fine gara Gaetano Lucenti ha parlato con lucidità ma anche con grande emozione. «Solo chi fa questo mestiere può capire cosa si prova in partite del genere», ha dichiarato l’allenatore azzurro nelle parole riportate da La Sicilia. «Una gara secca porta con sé emozioni enormi. Abbiamo affrontato una grande squadra come il Messina, che ha lottato su ogni pallone. Alla fine probabilmente ha vinto chi ha buttato più cuore oltre l’ostacolo».

Il tecnico non ha nascosto il rispetto per gli avversari, sottolineando però quanto fosse importante salvare la categoria per la piazza ragusana. «Vedere retrocedere il Messina fa effetto», ha ammesso Lucenti secondo quanto riportato ancora da La Sicilia. «Ma noi avevamo un obiettivo preciso: mantenere la Serie D per la nostra gente e per tutto ciò che abbiamo costruito quest’anno. Credo sia una salvezza meritata per quanto abbiamo passato dall’inizio della stagione».

La partita è stata bloccata, nervosa e caratterizzata soprattutto dalla paura di sbagliare. «La posta in palio era altissima», ha spiegato il tecnico. «Questo ha portato a una gara con poche occasioni e molto tattica. In partite così l’episodio può condannarti e spesso si pensa prima a non prendere gol».

Lucenti ha poi raccontato anche l’approccio aggressivo scelto dal Ragusa nei primi minuti. «Ho detto ai ragazzi che mettersi dietro ad aspettare sarebbe stato pericoloso», ha spiegato. «Per questo siamo partiti forte e abbiamo disputato un ottimo primo tempo. Poi col passare dei minuti abbiamo cercato di chiudere gli spazi e sfruttare le corsie laterali».

La soddisfazione più grande per l’allenatore resta però il percorso costruito durante tutta la stagione. «Questa salvezza vale tantissimo», ha dichiarato ancora a La Sicilia. «Eravamo considerati la cenerentola del girone e invece ci siamo conquistati il rispetto di tutti settimana dopo settimana. Anche qui a Ragusa c’era molto scetticismo all’inizio, ma siamo riusciti a riportare la gente allo stadio attraverso il lavoro, l’umiltà e prestazioni come quella di oggi».

Infine uno sguardo al futuro, anche se per il momento prevale soltanto la voglia di godersi il traguardo raggiunto. «Adesso ci rilassiamo e ci godiamo questa salvezza», ha concluso Lucenti. «Poi parleremo con la società. Quest’anno dovevo dimostrare qualcosa soprattutto a me stesso e credo di esserci riuscito».

Per il Ragusa è il momento della festa. Una salvezza sofferta, costruita con sacrificio e difesa fino all’ultimo secondo, che adesso assume il sapore di una vera impresa sportiva.

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