Sancataldese, Campanella non si arrende: «Sono distrutto, ma questo club saprà rialzarsi»

La Serie D entra nel vivo con playoff e playout, ma la Sancataldese osserva tutto da spettatrice dopo una retrocessione che continua a lasciare amarezza nell’ambiente verdeamaranto. Un epilogo doloroso soprattutto per Giovanni Campanella, arrivato nelle ultime sei giornate di campionato con il difficile compito di provare a salvare la squadra.
Come racconta La Sicilia, il tecnico catanese ha tentato fino all’ultimo di compiere quella che lui stesso considerava una vera impresa. In sei partite sono arrivati cinque punti, frutto della vittoria di Vibo Valentia e del pareggio nello scontro diretto di Ragusa, ma il calendario si è rivelato proibitivo con sfide contro Nissa, Savoia e Gelbison, tre delle squadre più forti del girone.
«Non è andata bene purtroppo», ha dichiarato Campanella nelle parole riportate da La Sicilia. «Se avessimo vinto le partite contro Ragusa e Lamezia, dove meritavamo qualcosa in più, oggi staremmo parlando della preparazione del playout. Invece ci siamo ritrovati all’ultima giornata contro una squadra che si giocava il campionato».
Il tecnico non nasconde il peso emotivo della retrocessione. «Il dispiacere è enorme, sono un uomo distrutto», ha confessato Campanella secondo quanto riportato ancora da La Sicilia. «Ci tenevo tantissimo a regalare questa soddisfazione al popolo verdeamaranto, a chi ama questi colori in maniera viscerale».
Nonostante tutto, però, l’allenatore continua a credere che qualcosa possa ancora cambiare sul piano sportivo e regolamentare. «Secondo me si dovevano fermare gli spareggi e lasciare che la giustizia sportiva facesse il proprio corso», ha aggiunto, senza però perdere completamente la speranza.
Campanella ha poi analizzato con lucidità una stagione che considera segnata da errori collettivi. «Sono stati commessi tanti sbagli da parte di tutti, anche da parte mia», ha ammesso. «La società, gli allenatori, i giocatori: abbiamo tutti le nostre responsabilità. Non è giusto cercare un solo colpevole. Il rammarico resta enorme ed è per questo che da giorni vivo questa situazione con grande sofferenza».
Il legame del tecnico con San Cataldo, però, resta fortissimo. Campanella aveva infatti accettato l’incarico firmando un contratto biennale, scelta che testimonia la fiducia nel progetto e nell’ambiente verdeamaranto. E proprio sul futuro ha voluto mandare un messaggio di speranza alla piazza.
«L’amore di chi gestisce la Sancataldese è autentico e comprendo la loro amarezza», ha spiegato nelle dichiarazioni riportate da La Sicilia. «Quando passerà questo momento difficile, tutti capiranno che queste persone rappresentano il meglio per questa società. Le grandi vittorie arrivano spesso dopo le sconfitte più dure».
Infine, il tecnico ha aperto anche a una possibile permanenza indipendentemente dalla categoria. «Sul mio futuro oggi non posso dire nulla perché non è questo il momento», ha concluso. «Però a San Cataldo sto bene davvero. Ci confronteremo con la società e decideremo insieme. Serie D o Eccellenza non cambia: conta stare bene e lavorare con persone che credono nel progetto».
Parole cariche di amarezza ma anche di attaccamento, mentre in casa Sancataldese si prova già a guardare avanti dopo una stagione che ha lasciato ferite profonde.
