Gela, Maltese giura amore ai biancazzurri: «Qui resterei fino a fine carriera. Ma prima bisogna risolvere tante cose»

Tre gol, dieci assist e una leadership diventata totale nel corso della stagione. Dario Maltese si è preso il Gela dentro e fuori dal campo, diventando il punto di riferimento della squadra dopo l’addio di Manuel Sarao. Come racconta Quotidianodigela.it, il centrocampista biancazzurro ha chiuso l’annata con numeri importanti: 28 presenze complessive, 25 delle quali dal primo minuto, confermandosi uno degli uomini simbolo della formazione gelese.

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Intervenuto ai microfoni di Quotidianodigela.it durante la trasmissione “Bar Sport”, Maltese ha tracciato un bilancio personale della stagione appena conclusa: «I tre gol e i dieci assist? Lo ritengo un ottimo bottino personale, soprattutto perché non è stato semplice. Ambivo a contribuire a quindici reti ma ci sono stati diversi problemi che non hanno aiutato».

Parole che raccontano il peso di una stagione complicata ma vissuta sempre da protagonista. Secondo quanto riportato da Quotidianodigela.it, la fascia da capitano ha aumentato ulteriormente le responsabilità dell’ex Brindisi, chiamato a gestire situazioni delicate anche all’interno dello spogliatoio.

«Molte situazioni non sono state semplici da gestire per chi indossa la fascia da capitano. Probabilmente, se non avessi avuto un gruppo solido, le cose sarebbero andate diversamente», ha spiegato Maltese a Quotidianodigela.it. «La fiducia nei miei confronti da parte dei ragazzi mi ha dato forza e consapevolezza. Lottare per loro anche fuori dal campo è stato motivo d’orgoglio».

Nel corso dell’intervista, il capitano biancazzurro ha sottolineato il valore umano della squadra, rimarcando il forte legame costruito durante l’anno: «Sono tutti uomini veri che meritano di più di quello che hanno raccolto fino ad oggi».

Le prestazioni offerte dal centrocampista non sono passate inosservate. Come riferisce ancora Quotidianodigela.it, durante la stagione diversi club di Serie D e Serie C hanno manifestato interesse nei confronti del giocatore. Tra questi anche la Sambenedettese guidata da Roberto Boscaglia.

«A dicembre sono stato cercato da quattro squadre e verso fine febbraio potevo andare a San Benedetto del Tronto da mister Boscaglia, ma la trattativa non è andata in porto per diversi motivi», ha raccontato Maltese. «Io sono un sognatore, se oggi piango per i miei mali è anche colpa mia perché ho creduto in qualcosa di grande».

Il centrocampista ha poi ribadito il forte legame con la piazza gelese, spendendo parole importanti per ambiente e tifoseria: «Gela ha dimostrato nuovamente di essere una piazza calda che meriterebbe quantomeno di lottare per vincere in Serie D».

Infine, il capitano ha aperto anche al tema futuro, senza nascondere le problematiche che la società dovrà affrontare nelle prossime settimane. «Per l’anno che ho passato, per cos’è diventata Gela per me e soprattutto per quello che mi ha dato, io rimarrei qui fino a fine carriera, qui ti senti un calciatore vero», ha dichiarato Maltese a Quotidianodigela.it. «Però, ad oggi, ci sono tantissime cose da sistemare, in primis economiche. Bisogna riformare la società perché mancano troppe figure».

Nonostante le incertezze, il numero uno dello spogliatoio biancazzurro mantiene fiducia: «Mai dire mai, mancano due mesi al 30 giugno e mi auguro che le cose si possano risolvere. Rimango fiducioso e spero in un futuro roseo».

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