Sancataldese, retrocessione amara: La Cagnina ammette «Errori e presunzione»

Si chiude con una sconfitta e tanta amarezza la stagione della Sancataldese. Come racconta La Sicilia, il 3-0 subito sul campo del Savoia sancisce la retrocessione in Eccellenza dopo cinque anni di permanenza in Serie D.

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Secondo quanto riportato da La Sicilia, il pomeriggio del “Giraud” ha mostrato due facce opposte: da un lato la festa del Savoia promosso in Serie C, dall’altro il silenzio carico di delusione dei verdeamaranto.

Nel racconto de La Sicilia, la Sancataldese ha provato a restare in partita contro la capolista, ma il divario tecnico e ambientale ha pesato. Nel post gara, però, emergono soprattutto le responsabilità interne.

Il presidente La Cagnina, come evidenzia La Sicilia, non cerca giustificazioni: «Abbiamo commesso leggerezze e mostrato superficialità nei momenti chiave. Forse anche presunzione. Quando sbagli tanto, alla fine paghi».

Parole forti che, come sottolinea ancora La Sicilia, segnano la fine di un ciclo lungo oltre vent’anni, con un passaggio di consegne societario ormai alle porte: «Si chiude un percorso importante, ora servirà lucidità per ripartire».

Non manca, tuttavia, uno spiraglio legato alle vicende extra-campo. Come evidenzia La Sicilia, i casi aperti in Serie D, tra cui quello del Messina, potrebbero teoricamente riaprire scenari inattesi, anche se al momento il destino resta segnato.

Più analitica la lettura di mister Campanella, riportata da La Sicilia: «La retrocessione non arriva oggi. Durante l’anno abbiamo lasciato troppi punti per strada». Il tecnico difende comunque la prestazione: «Contro il Savoia era difficile, ma i ragazzi hanno dato tutto».

Adesso per la Sancataldese si apre una fase delicata. L’Eccellenza rappresenta un passo indietro, ma anche una possibile ripartenza. Serviranno idee chiare, una nuova struttura e la capacità di ricostruire entusiasmo.

Come sottolinea La Sicilia, resta forte il legame con il territorio, testimoniato dalla presenza dei tifosi anche nel momento più difficile. Ed è proprio da lì che dovrà ripartire il futuro del club.

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