Paternò, fine della corsa

Il verdetto era nell’aria, adesso è ufficiale: il Paternò retrocede in Eccellenza con due giornate d’anticipo. Come raccontato da La Sicilia, si chiude nel peggiore dei modi una stagione nata sotto ben altre aspettative e trasformata, settimana dopo settimana, in un lungo calvario.
Un progetto mai decollato
Doveva essere l’anno del rilancio, invece si è rivelato un fallimento totale. La gestione del patron Kirdi, subentrato in estate, non ha mai trovato continuità: allenatori cambiati, mercato confusionario, promesse non mantenute e una squadra mai realmente all’altezza della categoria.
Come sottolinea La Sicilia, il Paternò è apparso spesso come «una nave senza nocchiero», incapace di seguire una linea tecnica precisa.
La partita: illusione e resa
Al “Granillo” contro la Reggina, i siciliani giocano un primo tempo dignitoso, tenendo testa agli amaranto e sfiorando anche il vantaggio con Lucca.
Dall’altra parte, occasioni per Palumbo e Salandria, ma senza concretezza. Il primo tempo si chiude tra i fischi del pubblico calabrese.
Nella ripresa, però, la partita cambia. Al 26’ Di Grazia sblocca il risultato sfruttando una respinta corta di Lucatelli su conclusione di Ragusa.
Poco dopo arriva il raddoppio proprio di Ragusa su rigore, causato da un fallo di mano di Scalon. È il colpo definitivo.
Retrocessione inevitabile
Il 2-0 condanna matematicamente il Paternò, ultimo in classifica e mai realmente in corsa per la salvezza.
Una retrocessione che, come evidenzia La Sicilia, è il risultato di una stagione segnata da errori e disorganizzazione.
Finale amaro
Restano due partite per chiudere un campionato da dimenticare: prima il Castrum Favara, poi la Nissa. Gare che serviranno solo a salutare una categoria mai realmente conquistata sul campo.
Il Paternò riparte dall’Eccellenza. Ma soprattutto dovrà ripartire da basi completamente nuove.
