Il tecnico Pippo Inzaghi Foto Alessandra Lo Monaco

Brusca frenata in Abruzzo per il Palermo di Inzaghi. Come racconta La Sicilia, i rosanero cadono 2-1 all’Adriatico contro il Pescara, sciupando l’opportunità di accorciare sulla vetta dopo i passi non irresistibili di Venezia e Monza. Una sconfitta che pesa per classifica e morale.

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Secondo la ricostruzione de La Sicilia, il Palermo – passato in vantaggio con il solito Pohjanpalo, salito a quota 18 reti stagionali – si è fatto rimontare nella ripresa, pagando errori individuali e un calo di intensità. Un ko che lascia i siciliani al quarto posto con 51 punti, a -6 dalla coppia di testa e a -3 dal Frosinone terzo.

Inzaghi, costretto a rinunciare a Bani per sindrome influenzale, lancia Magnani al centro della difesa e preferisce Johnsen a Le Douaron sulla trequarti. Il Pescara di Gorgone risponde con un 4-3-1-2 con Insigne a supporto delle punte.

Come sottolinea La Sicilia, l’avvio è di marca abruzzese: Insigne accende subito la manovra, mentre il Palermo fatica a gestire il possesso. I rosanero si rendono pericolosi in contropiede con Segre, murato a porta vuota, e con una giocata di Johnsen in area, ma il primo tempo si chiude in equilibrio.

La svolta arriva al 47’: scambio rapido Segre-Johnsen e Pohjanpalo in scivolata firma lo 0-1. Sembra l’episodio giusto per indirizzare il match, ma – evidenzia La Sicilia – il Pescara reagisce con carattere. Al 55’ un rinvio impreciso di Joronen innesca l’azione del pari: Di Nardo serve Insigne che non sbaglia, 1-1.

Inzaghi prova a cambiare volto alla squadra inserendo Blin e Le Douaron, ma l’inerzia resta abruzzese. Joronen salva su Russo, poi al 78’ il Palermo sfiora il nuovo vantaggio con Ceccaroni; Pohjanpalo ribadisce in rete, ma è in offside.

Il colpo del definitivo 2-1 arriva all’87’: Meazzi, entrato nella ripresa, parte da centrocampo e calcia dai venti metri, la deviazione di Ceccaroni inganna Joronen e manda in estasi l’Adriatico. Come rimarca La Sicilia, un episodio che fotografa la giornata no dei rosanero.

Adesso serve una reazione immediata: mercoledì al “Barbera” arriva il Mantova. La corsa resta aperta, ma il Palermo non può più permettersi distrazioni.

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