Messina, Evangelisti ci crede: «Questo gruppo può salvarsi. Feola ha acceso la fiamma»

Il ds giallorosso dopo il pari di Reggio Calabria: «Prestazione giusta, potevamo vincerla. Ora serve continuità contro il Sambiase».
Il pareggio del “Granillo” ha lasciato fiducia e consapevolezza. Luca Evangelisti, direttore sportivo del Messina, rilegge così l’1-1 contro la Reggina dopo la pesante sconfitta con l’Enna.
«Abbiamo interpretato la gara nel modo giusto – spiega Evangelisti –. Sullo 0-1 potevamo anche raddoppiare, ma pure loro hanno avuto occasioni: il pari è giusto. Mister Feola l’ha preparata bene, studiando la partita per colpire nel secondo tempo. Era normale soffrire all’inizio davanti a 7.000 tifosi e contro una squadra costruita per vincere il campionato».
Il ds sottolinea anche l’atteggiamento della squadra: «Sulle fasce li abbiamo messi in difficoltà. Ci vuole anche un pizzico di fortuna, ma sono soddisfatto. E voglio ringraziare i nostri tifosi: dopo il 2-5 con l’Enna potevano contestarci, invece hanno caricato i ragazzi. Peccato non fossero allo stadio, ma credo li abbiamo resi orgogliosi».
La scelta Feola
Evangelisti rivendica la decisione di affidare la panchina a Vincenzo Feola: «Devo ringraziare Romano e Parisi. Se oggi parliamo di salvezza è perché qualcuno ha acceso un lumicino che ora può diventare una fiamma. Con il -14, se sbagli tre partite sei fuori. Parisi ha fatto sei punti in quattro gare, vincendo anche a Paternò. Poi abbiamo scelto un allenatore esperto: in pochi giorni Feola ha conquistato la squadra, li ha presi nella testa. Il gruppo è sano, ma ora serve continuità».
Le polemiche e la corsa promozione
Il pari è stato accompagnato da proteste per l’azione del gol amaranto. «Il loro pareggio nasce da una rimessa invertita. Il contatto tra Palumbo e Saverino c’è, ma nessuno lo chiama. Accettiamo il risultato. Le dichiarazioni di Torrisi? Non le abbiamo prese in considerazione. Facciamo i complimenti alla Reggina: buona partita, come la nostra».
Sulla lotta al vertice, Evangelisti è chiaro: «Abbiamo affrontato l’organico più forte. Di solito chi ha la rosa migliore vince, perché può sopperire a infortuni e squalifiche. Ma nelle ultime dieci giornate ci sono 30 punti in palio. La pressione può fare la differenza: chi gioca più libero può essere favorito».
Testa al Sambiase
All’orizzonte c’è il Sambiase, con assenze pesanti come Trasciani e Bosia squalificati. «Ci sono anche Matese e Clemente da valutare, ma il mister troverà le soluzioni. In casa facciamo più fatica, serviranno equilibrio e coraggio. Non dobbiamo sfaldarci come accaduto con l’Enna. La salvezza si conquista tutti insieme, ai playout o all’ultima giornata non importa».
Il futuro
E sul suo destino? «L’unico obiettivo è salvarci. Poi tireremo una linea. Se la società mi riterrà all’altezza, andremo avanti. Ho preso Giardino, portiere 2008 di prospettiva, perché credo che tra sei mesi potremo puntarci anche per il prossimo anno. È il lavoro che parla: se mi vorranno, basterà una stretta di mano».
