Turati, scena da fair play con il direttore di gara «Mi scuso per l’espulsione»

La scena più bella arriva quando i microfoni sono già spenti. Come racconta La Sicilia, dopo le interviste Marco Turati si avvicina all’arbitro, pronto a lasciare gli spogliatoi, e insieme rivedono l’episodio più discusso della gara: il possibile rigore nel finale. Un confronto sereno, concluso con un sorriso reciproco, che stempera le tensioni di un derby tiratissimo.

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In conferenza il tecnico parte dalla prova della squadra: «Abbiamo fatto una partita dove abbiamo buttato il cuore oltre l’ostacolo». Parole che, come sottolinea La Sicilia, fotografano una gara preparata in condizioni non semplici, dopo una doppia trasferta e diversi giorni lontani da casa, con poco tempo per lavorare su una sfida sentita da tutto il popolo siracusano.

Turati ringrazia “dal primo al ventiduesimo” e rivendica identità e coraggio: «Siamo stati coraggiosi. È la prima cosa che chiedo ai miei ragazzi: rispettare tutti e avere il coraggio di battersi sempre». Un principio che non cambia neppure contro avversari di livello: «Noi giochiamo sempre per vincere… siamo nati per giocare per vincere e moriremo così».

Secondo quanto evidenziato da La Sicilia, il rammarico riguarda semmai la gestione del pallone in alcune fasi. Ma il tecnico difende il percorso del gruppo, ricordando che diversi elementi sono arrivati da poco e che molti sono giovani, alcuni reduci da situazioni complicate: «Penso che siano solo da ringraziare».

Inevitabile il passaggio sull’episodio del finale e sull’espulsione. Turati si scusa pubblicamente: «Vi chiedo scusa per l’espulsione finale, era una cosa che non volevo assolutamente». Spiega di aver reagito dopo aver visto un fermo immagine che “sembrava rigore netto”, pur ribadendo di non voler alimentare polemiche e aggiungendo che il quarto uomo gli avrebbe confermato di non aver pronunciato nulla di offensivo.

Sul piano tecnico qualche sbandamento è fisiologico: «Stiamo pagando qualcosa… avevamo tre quarti della linea difensiva nuova». Il gol incassato su una situazione definita “semplice” è il segnale di automatismi ancora da costruire. Tuttavia, come rimarca ancora La Sicilia, l’atteggiamento resta il punto fermo: «Sono arrivati otto ragazzi nuovi… hanno grandissima voglia».

Nel confronto tra le big del campionato, Turati individua nel Catania “una presenza fisica superiore”, soprattutto sulle palle inattive, mentre il Benevento è “quella che si diverte di più”. E nel suo calcio il divertimento è un valore competitivo: «Se ci divertiamo dentro al campo otteniamo qualcosa in più».

Spazio anche ai singoli: Simone Job, rientrato dopo mesi difficili e adattato in un ruolo non suo, e Farroni, definito “punto fermo” per parate che “valgono tanto quanto un gol”.

Il pari in un derby così pesa. Ma il segnale più forte, oltre al risultato, resta la prestazione. E quell’immagine finale davanti al replay, con un sorriso condiviso, che – come racconta La Sicilia – restituisce il volto migliore dello sport.

Chiusura con Di Paolo, autore del gol del pari: «Bello segnare in un contesto simile. Il Cagliari? Per ora non ci penso, sto coi piedi per terra».

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