Serie C. Il Catania al rallentatore Il primo posto è lontano ma nessuno vuole cedere

Il pareggio a reti bianche contro il Cerignola accende il dibattito in città. Come analizza La Sicilia, lo 0-0 del Massimino allontana il Catania dalla vetta, oggi distante otto punti. Un divario che potrebbe ridursi a cinque in caso di vittoria nel recupero del 18 contro il Trapani. Ma la domanda rimbalza tra tifosi e addetti ai lavori: primato ancora possibile o stagione compromessa?

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Secondo La Sicilia, il clima attorno ai rossazzurri è spaccato tra chi continua a credere nella rimonta e chi, invece, vede nel recente rallentamento un’occasione persa quasi irreversibile.

Cosa funziona: difesa da vertice

I numeri difensivi restano il punto di forza della squadra di Toscano. Come sottolinea ancora La Sicilia, il Catania ha incassato appena 14 reti e al Massimino non ha subito gol in 12 partite. Un dato che colloca i rossazzurri ai livelli delle migliori difese dei gironi professionistici.

La fase di non possesso è il cardine del sistema di Toscano. Nonostante l’assenza pesante di Di Gennaro, leader tecnico e carismatico, il terzetto arretrato ha retto grazie anche ai nuovi innesti. Il pubblico continua a spingere, ma non basta per tenere il ritmo di un Benevento più continuo e concreto.

Cosa non funziona: poca incisività davanti

Se la retroguardia convince, l’attacco fatica. Negli ultimi venti metri manca lucidità: se la partita non si sblocca nei primi 30 minuti, il Catania perde brillantezza. Si attacca molto sulle corsie con Donnarumma e Casasola, ma si crossa poco e male.

Caturano, bomber della scorsa stagione, è fermo a due reti. Bruzzaniti, talento da 9 gol e 7 assist a Pineto, trova poco spazio. D’Ausilio, uomo assist per eccellenza ad Avellino, non ha ancora la stessa continuità. Forte ha segnato 8 gol ma spesso resta isolato. Un quadro che, come evidenzia La Sicilia, spiega la difficoltà nel chiudere le gare.

Toscano divide, società nel mirino

Il tecnico è al centro del confronto cittadino. C’è chi lo sostiene fino alla fine e chi lo accusa di rigidità tattica e scarsa flessibilità. Le critiche riguardano il modulo e l’assenza di una seconda punta stabile.

Anche la società vive un’altalena di giudizi: dagli elogi per la gestione Pelligra-Grella alle contestazioni per le occasioni mancate nella corsa al Benevento. Come rimarca La Sicilia, il consenso segue inevitabilmente i risultati.

Lo scenario: calendario da dentro o fuori

Siracusa, Giugliano, Salerno e Benevento: il calendario non concede margini. Servono vittorie per restare agganciati alla vetta. La sconfitta con il Sorrento pesa e alimenta i dubbi sulla tenuta mentale nelle gare decisive.

Gli assenti di peso — Di Gennaro e Cicerelli su tutti — hanno inciso, ma la rosa è stata rinforzata. Miceli e Cargnelutti in difesa, Bruzzaniti dietro la punta. Di Noia deve ancora trovare continuità. Gli alibi, però, iniziano a ridursi.

Le possibili soluzioni

Un attacco più diretto? Più cross per sfruttare il gioco aereo? Meno frenesia nei momenti chiave? Il tempo stringe. Il Benevento corre, il Catania deve reagire.

Come conclude La Sicilia, indietro non si torna. Serve lucidità, compattezza e unità d’intenti per evitare che la stagione venga ricordata come un’occasione sfumata.

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