Toscano non perde le speranze «Il Catania può ancora recuperare»

CATANIA – Così no. Il Catania non va oltre lo 0-0 contro il Cerignola e il primo posto adesso si allontana. Dopo lo scivolone con il Sorrento, al Massimino serviva una risposta piena. È arrivata solo a metà. Il pareggio pesa, soprattutto perché il Benevento continua a correre e a vincere anche oltre il novantesimo.
La rincorsa si fa complicata. Cinque punti lasciati contro il Sorrento, altri due contro il Cerignola: un bottino che rischia di compromettere la corsa al vertice. In avanti si conclude poco, dietro non si rischia quasi nulla, ma manca incisività negli ultimi venti metri. Forte resta isolato, Bruzzaniti e D’Ausilio non trovano l’acuto, Lunetta entra e sfiora il gol ma Iliev gli nega la gioia.
Il Cerignola si chiude con dieci uomini dietro la linea della palla, il Catania prova a sfondare con Jimenez, Quaini (rete annullata), ancora Jimenez e D’Ausilio, ma senza precisione. Nella ripresa Toscano cambia tutto davanti: dentro Lunetta, Bruzzaniti e Caturano. L’assalto finale è generoso ma sterile. E a fine gara arriva anche l’espulsione di Lunetta per proteste.
Dalle curve parte la contestazione: «Uscite gli attributi» il messaggio più chiaro. Fischi, mugugni, tensione. Il Massimino, per la prima volta in stagione, alza la voce.
Nel post partita Mimmo Toscano difende la prestazione: «Sono contento della prestazione, siamo arrabbiati per non aver ottenuto la vittoria. Meritavamo di portare a casa i tre punti contro la squadra più in forma. Potevamo portarci dietro delle scorie dopo la sconfitta contro il Sorrento e invece la prestazione c’è stata».
Il tecnico guarda avanti: «Le opportunità per recuperare ci sono, non dobbiamo guardare la classifica. Dobbiamo pensare a vincere tante gare e poi vediamo cosa succederà. Serve sollecitare il portiere con più determinazione».
Sui fischi: «La gente ci ha sostenuto, qualche fischio ci può stare. Dobbiamo essere uniti». E sui nuovi: «Sono contento dei ragazzi arrivati, serve tempo per inserirsi».
Anche Andrea Dini, protagonista con un intervento decisivo su D’Orazio, analizza con lucidità: «C’è rammarico, volevamo dare una gioia ai tifosi. Abbiamo creato ma è mancata la zampata. Dentro lo spogliatoio c’è tranquillità, abbiamo capito gli errori. Dobbiamo pensare solo a noi».
Ora il Siracusa in trasferta e il recupero col Trapani. Perché se perdi col Sorrento e non vinci col Cerignola, nessuna gara può essere considerata semplice, soprattutto mentalmente.
Due indizi fanno una prova. Il Catania si è smarrito. E il campionato, per qualcuno sugli spalti, rischia di essere «gettato via in due partite». Sta ai rossazzurri dimostrare il contrario.
