Catania, il giorno delle riflessioni

Dal progetto iniziale, ben congegnato, sono venuti meno pezzi fondamentali. Prima Aloi, poi Cicerelli, quindi Di Gennaro e, almeno per ora, anche Di Tacchio. L’asse centrale, l’ossatura dei tre reparti. Il Catania, che con il ds Pastore aveva costruito un mercato silenzioso ma efficace, si è ritrovato a gennaio a dover cercare rimedi più che rinforzi strutturali. Come sottolinea La Sicilia, nella sessione invernale non sempre si trovano eccellenze: spesso si pesca tra occasioni e soluzioni di necessità.

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Il club non doveva fare rivoluzioni e non le ha fatte. Ha operato con anticipo, utilizzando le risorse messe a disposizione da Ross Pelligra, per aggiungere ciò che serviva senza stravolgere l’identità. Sono arrivati Bruzzaniti, Miceli, Cargnelutti, Di Noia e Ponsi: profili funzionali, sul piano tattico e umano, al progetto Catania. A motivazioni non serve nemmeno accennare: chi arriva qui sa di giocarsi un’occasione unica, come evidenzia La Sicilia.

Vivere la Serie C da squadra di vertice è semplice e difficilissimo allo stesso tempo. Dipende dall’angolatura. Catania è un ambiente esigente, capace di portarti in Paradiso per un gol all’ultimo istante, ma altrettanto rapido nel giudizio. Conta il risultato, poco altro. Se una squadra è forte, supera tutto. E adesso il Catania deve ripartire proprio da qui, gestendo nel modo giusto una sconfitta che pesa più sul piano mentale che su quello della classifica, come sottolinea ancora La Sicilia.

È il momento del confronto, quello vero, nello spogliatoio. Alzare la voce, chiarirsi, è meglio del silenzio e dei malumori sotterranei. Contro il Trapani rientrerà Casasola, ed è già una buona notizia. Ma il Catania non può dipendere da un solo uomo. In difesa qualcosa va registrato: due nuovi innesti inseriti in poche gare hanno bisogno di tempo, anche con il supporto della fase di non possesso dei mediani.

Di Tacchio resta insostituibile per caratteristiche. Corbari è un ottimo giocatore, generoso, ma diverso. A 35 anni, Di Tacchio resta essenziale e questo lo sanno bene Toscano e la società. Il suo rientro garantirà quella combattività che spesso fa la differenza in questa categoria. Dietro, la difesa attende il recupero di Ierardi, protagonista nella prima parte di stagione, mentre Pieraccini è disponibile ma limitato dalla mano operata: lo staff medico farà le valutazioni del caso, come riporta La Sicilia.

Al di là delle singole assenze, è corretto il concetto espresso da Toscano: «Si vince tutti, si perde tutti». Tutti significa squadra, società, ambiente. Dirigenti, giornalisti, tifosi compresi. Serve meno permalosità e più partecipazione consapevole, senza processi sommari già al mattino, sottolinea La Sicilia.

Il tecnico resta nel mirino di una parte della tifoseria, più sui social che allo stadio. Gli si contesta l’assenza di un regista, i cambi in difesa, la mancanza di gioco. Ma in Serie C spesso si lotta più che si spettacolarizza. Se il Catania è andato bene contro Monopoli, Crotone, Cavese e Cosenza, doveva andar bene anche a Sorrento. Fuori casa non è il Massimino, ma l’equilibrio va trovato insieme: dirigenza, squadra e allenatore.

La squadra oggi riprende a lavorare, con negli occhi la rimonta del Benevento, capace di ribaltare l’Atalanta U23 al 89’ passando dall’1-3 al 4-3. Un messaggio forte al campionato. Intanto resta l’amarezza per la gestione del calendario: la data ufficiale della gara col Trapani comunicata dalla Lega dieci minuti prima di scendere in campo. Tempismo perfetto o dilettantismo? La domanda resta aperta. Ma, come ricorda La Sicilia, una squadra davvero forte deve saper superare anche questo.

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