Messina, sostanza e cuore: l’Acireale battuto, ora si riparte da qui

Sacrificio, orgoglio e una voglia feroce di vincere. Contro l’Acireale il Messina ha ritrovato sé stesso, mostrando quelle qualità che spesso valgono più della brillantezza estetica. Non è stata una gara spettacolare, ma è stata una partita necessaria: concreta, sporca, pesante. E soprattutto vincente. Tre punti fondamentali per la squadra di Alessandro Parisi, che ne aveva un bisogno estremo.

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A incarnare lo spirito del pomeriggio del “Franco Scoglio” è stato Giuseppe Tedesco, autore del gol lampo dopo appena due minuti, una rete che ha subito indirizzato il match e dato fiducia a tutto il gruppo.

«È stata una partita difficile – ha spiegato l’attaccante a La Sicilia – una delle tre finali che sapevamo di dover giocare. Abbiamo messo tutto quello che avevamo su un campo inzuppato e l’unica cosa che contava era portare a casa i tre punti».

Il percorso, però, non è stato lineare. Il pareggio dell’Acireale avrebbe potuto spezzare l’equilibrio, invece il Messina ha reagito con carattere, proprio come Parisi aveva preteso in settimana. «Siamo stati bravi a restare dentro la partita – ha aggiunto Tedesco – e a non perdere la testa».

Decisive, ancora una volta, le palle inattive. Una scelta tutt’altro che casuale: «Le abbiamo provate e riprovate in rifinitura. Sapevamo che potevano essere un’arma importante e così è stato».

Sul piano personale, l’attaccante giallorosso ammette di essere in crescita: «Da un paio di settimane mi sento meglio, più brillante. Al di là del gol devo continuare a dare il massimo. Le somme le tireremo a maggio. Ora pensiamo a una partita alla volta».

La linea resta quella indicata dall’allenatore: niente euforia. «Si può festeggiare – conclude Tedesco – ma già da domani bisogna riattaccare la spina. Non abbiamo ancora fatto nulla».

Intanto, da oggi Parisi potrà contare su un nuovo rinforzo. È ufficiale l’arrivo del difensore Cauet Werner, classe 2002, figlio dell’ex portiere dell’Inter del Triplete Julio Cesar. Il centrale, alto 183 cm, arriva a Messina dopo esperienze formative tra Brasile, Spagna e Portogallo ed è considerato uno dei profili più interessanti della sua generazione sudamericana.

Un innesto giovane e duttile che va ad arricchire il reparto difensivo dell’ACR Messina, chiamato ora a dare continuità a una vittoria che vale molto più dei semplici tre punti.

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