FC Messina
Fc Messina, Arena a GS.it: “Nel calcio non devi avere mai paura e ho voluto fortemente rimettermi in gioco. Qui per vincere“

Fc Messina, Arena a GS.it: “Nel calcio non devi avere mai paura e ho voluto fortemente rimettermi in gioco. Qui per vincere“


Le esclusive di Goalsicilia.it-Le prime parole del neo fantasista giallorosso

Alessandro Arena (foto di Marco Familiari), uno dei talenti più cristallini del nostro calcio, mercoledì ha esordito con la nuova maglia del FC Messina e ha subito regalato una perla al suo club e ai suoi nuovi tifosi. A Goalsicilia.it le sue prime parole da neo giocatore giallorosso.

Alessandro, intanto bentornato...

"Erano mesi che non entravo in un campo di calcio in una partita ufficiale, un'emozione indescrivibile".

Pronti-via, una magia su punizione...

"Anche questo gol ci voleva, una gioia che mi serviva anche per liberarmi di tutto quello che avevo dentro. Speravo di fare subito bene, per me e per i miei compagni".

Cosa hai pensato prima di calciare?

"Avevo subito preso la palla per tirare ma sono arrivato da poco, ci sono miei compagni più grandi e non ho avuto la forza di impormi, poi il mister dalla panchina ha gridato il mio nome, ha avuto fiducia in me e ha avuto ragione lui (ride, ndr). A Catania qualche punizione l'ho tirata, questa mi è riuscita particolarmente bene".

Sei arrivato al Fc Messina solo da qualche giorno. Direi che l'ambientamento va alla grande...

"Mi sono trovato subito bene, ho trovato un bel gruppo che mi ha accolto alla grande, una squadra forte, insieme possiamo toglierci tante soddisfazioni".

Sei un giocatore fortemente voluto da mister Pino Rigoli...

"Col mister ci sentiamo da un po', lui conosce mio fratello Nicola il quale mi spingeva ad abbracciare professionalmente il mister. Mi ha parlato e mi ha convinto, gli ho promesso che se avessi lasciato il Catania, lo avrei raggiunto. Tra l'altro mi dispiace ancora non averlo visto da quando sono arrivato, gli mando un grande abbraccio".

Tuo fratello Nicola, all'Akragas con mister Rigoli, ha ricordi straordinari. Adesso la storia si può ripetere...

"Loro hanno un grande rapporto, mi dice sempre che è molto bravo il mister e che non ce ne sono come lui in queste categorie. Sogno di fare bene come ha fatto mio fratello all'Akragas, andavo a vedere qualche partita allo stadio, ero piccolino, mi ricordo lo 0-0 col Savoia, bella partita, bella cornice di pubblico, peccato per il risultato".

Tornando al Catania, in pochi e soprattutto alla tua età, avrebbero stracciato un contratto triennale con un club di Serie C per ripartire dalla Serie D...

"Ti dico la verità, ne ho parlato tanto in famiglia, con mio padre, con i miei fratelli, con Daniele Sorintano e gli ho detto chiaramente che non mi interessava stare fermo, mi sono preso il mio rischio e ho voluto fortemente rimettermi in gioco. Se uno vuole giocare a calcio non deve avere mai paura".

Cosa non ha funzionato in rossazzurro?

"Prendo da ogni cosa la parte positiva, in questi sei mesi sono cresciuto davvero tanto. Non c'è rammarico, è successo che si dividessero le strade e può capitare".

Forse non è scattata la scintilla con mister Raffaele?

"Non saprei, io parlavo spesso con il direttore Pellegrino, probabilmente con il mister non è nato il giusto feeling ma non ho niente contro di lui, nel calcio si fanno delle scelte e io ho accettato le sue".

E poi adesso lotterai per tornare in Serie C con il Fc Messina...

"Sono venuto qui anche per quello, avevo parlato col direttore e mi aveva assicurato che c'è la squadra per competere al salto di categoria e devo dire che appena ho visto i ragazzi posso confermarlo. E deve ancora entrare Ciccio Lodi, sono sicuro che faremo grandi cose".

In tanti abbiamo pensato che in Serie D avresti scelto di tornare all'Acireale...

"Ci ho pensato, non lo nego ma so che questo può essere l'ambiente giusto per me...".

Chi è il tuo idolo?

"Mi ispiro tanto a Dybala, non ti dico Messi perché 'arrivaci...' (ride, ndr)".

Qual è il tuo sogno nel cassetto?

"Io voglio giocare a calcio, il sogno ovviamente è il calcio professionistico ma poi Serie D, Serie C, basta che ci sia un pallone da calciare e io sono felice".

Vittorio Damiani
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