Trapani, Demoleon tra Madagascar e Sicilia: «Qui mi sento a casa. Voglio riportare in alto i granata»

Dal Madagascar alla Sicilia, passando per la Francia e una lunga carriera nei campionati italiani. Louis Demoleon, difensore ventinovenne del Trapani e punto fermo della nazionale malgascia, si racconta in un’intervista a Repubblica, tra ricordi personali, legame con la propria terra e ambizioni calcistiche. Il suo presente è tutto granata, con una squadra reduce da tre vittorie nelle ultime quattro partite.
«Dopo un avvio difficile adesso le cose stanno andando molto meglio. Abbiamo subito un solo gol nelle ultime quattro partite e pian piano stiamo risalendo la classifica», ha spiegato il difensore, soddisfatto dei progressi compiuti dalla formazione trapanese.
Nato il 16 aprile 1997 nell’isola francese della Réunion, Demoleon è cresciuto nel settore giovanile del Bordeaux prima di trasferirsi in Italia nel 2015. Dopo l’esperienza nella Primavera del Vicenza e i trascorsi tra Serie C e Serie D, ha vestito anche le maglie di Sant’Agata, Enna e Acireale. Come racconta Repubblica, proprio la Sicilia è diventata una seconda casa per il calciatore e la sua famiglia.
«In Sicilia mi sono trovato sempre benissimo sin dalla mia prima esperienza a Sant’Agata Militello. Siamo voluti tornare fortemente sia io che mia moglie. Ho due bambini e uno di loro è nato proprio in Sicilia. Ci sentiamo siciliani e qui abbiamo trovato il calore della nostra isola. Con persone affettuose e calorose. Mi sono trovato benissimo a Sant’Agata Militello, a Enna e ad Acireale e mi sto trovando benissimo anche a Trapani».
Il rapporto con il Madagascar, però, resta profondissimo. Il difensore ha raccontato le emozioni vissute ogni volta che indossa la maglia della nazionale e le difficoltà quotidiane della popolazione: «Quando gioco con la mia nazionale vengo accolto come una stella. Come del resto tutti i miei compagni di squadra. È incredibile quanto basti poco per strappare un sorriso ai bambini del Madagascar. Lì è facile vedere scene che non vorresti mai vedere».
Nell’intervista a Repubblica, Demoleon ha parlato anche dei sacrifici affrontati durante la carriera: «Da quando gioco in Italia ogni estate ho sempre lavorato. Quando i campionati si fermano io non mi fermo. Ho una famiglia e voglio dare il buon esempio ai miei figli. Ho fatto di tutto. Anche il cameriere».
Il sogno resta quello di tornare tra i professionisti, ma la priorità è il Trapani: «Gioco in una grande città e in una squadra dalla grande storia».
Infine, un pensiero alle proprie origini e ai bambini del Madagascar. Come emerge dal racconto pubblicato da Repubblica, per Demoleon il calcio rappresenta qualcosa che va ben oltre il risultato sportivo.
«Se devo trovare un punto in comune tra la Sicilia e il mio Paese penso al calore della gente. Anche se sotto il profilo calcistico ovviamente parliamo di due pianeti diametralmente opposti. In tanti mi chiedono: “Com’è il Madagascar? Come si vive lì?” E io rispondo sempre mostrando delle fotografie che valgono più di mille parole. Immagini che ritraggono bambini scalzi ma sempre sorridenti che giocano per strada o che si rincorrono con il commissario tecnico della nostra nazionale. Un altro mondo. Ecco cosa vuol dire scendere in campo per loro. Ha un valore diverso. Abbiamo tanto da imparare. Tutti. Non dimentico il mio passato e le mie origini. Quando al posto del pallone avevamo una lattina o un pezzo di scotch arrotolato e immaginavamo fossero una palla».
