Messina, stadio Celeste ancora un rebus: l’Acr chiede garanzie, il Comune frena sui tempi

Resta irrisolta la questione dello stadio Giovanni Celeste, con il Messina ancora in attesa di certezze sulla possibilità di tornare a disputare le partite casalinghe nello storico impianto cittadino. La quinta commissione consiliare dedicata alla gestione dello stadio si è conclusa senza una soluzione definitiva, in un clima di forte tensione tra le esigenze della società giallorossa e le posizioni dell’amministrazione comunale. Come racconta Barbara Turati sulle pagine de La Sicilia, il confronto ha evidenziato nuove difficoltà legate alla sicurezza, alla gestione della struttura e ai tempi necessari per renderla pienamente utilizzabile.
La seduta, convocata per fare il punto sulla situazione del Celeste, è stata caratterizzata anche dall’assenza del sindaco Federico Basile, impegnato in un collegamento per una parte dei lavori. Un’assenza che ha alimentato il malcontento dei rappresentanti dell’Acr Messina, presenti con il presidente Francesco Maccaddo. Il confronto tra il consigliere Dario Carbone e Nicola Cucinotta si è concluso con un intervento del consigliere Marcello Scurria, che aveva terminato il proprio intervento sui lavori, e di Francesco Benedetto.
Secondo quanto riferisce Barbara Turati su La Sicilia, alla riunione hanno partecipato diversi rappresentanti dell’amministrazione comunale, tra cui gli assessori Massimo Finocchiaro, Carmelo Ficarra, Pietro Currò e Roberto Cicala, oltre al club manager Maurizio Mantineo, al direttore amministrativo Giuseppe Bellantoni e al presidente Justin Davis, intervenuto in collegamento per una parte della seduta.
Il presidente dell’Acr Messina ha ribadito la necessità di ottenere risposte concrete per consentire alla società di programmare la propria attività. «L’intervento del presidente ha voluto precisare Bellantoni non era una minaccia né nei confronti della città né nei confronti dell’Amministrazione, con la quale i rapporti e le interlocuzioni sono continue. Davis è venuto dall’Australia per salvare la società. Quest’anno non siamo stati ripescati per un cavillo e siamo ripartiti da zero, con investimenti importanti. Un milione e mezzo solo per la prima squadra maschile, senza contare quelli sul femminile e sul calcio a 5. Di contro abbiamo però necessità di tempi certi e strutture idonee. Ci sono i presupposti per far sì che il Messina conquisti gli spazi che merita, ma bisogna unire le forze e dimostrare maggiore attenzione nei confronti della prima squadra».
La posizione dell’amministrazione è stata illustrata dall’assessore Massimo Finocchiaro, che ha sottolineato come le difficoltà siano soprattutto di natura tecnica e amministrativa. Come evidenzia Barbara Turati su La Sicilia, il Comune ha concesso all’Acr Messina quanto richiesto, mantenendo aperto il dialogo con la società, ma restano da risolvere le criticità legate alla disponibilità dell’impianto.
Una delle questioni principali riguarda la sicurezza. Il Celeste, infatti, non può ancora ospitare le partite casalinghe del Messina a causa di ulteriori prescrizioni richieste dalla Questura. Secondo l’assessore, le gare della formazione giallorossa, per seguito e caratteristiche, richiedono dispositivi di sicurezza superiori rispetto a quelli previsti per altre società della stessa categoria. Interventi che non erano stati inizialmente programmati e che potrebbero richiedere almeno venti o venticinque giorni.
Resta aperto anche il nodo della gestione quotidiana dello stadio. Come riporta ancora Barbara Turati su La Sicilia, l’amministrazione ha ribadito che il Celeste deve restare una struttura aperta al territorio e alle altre realtà sportive cittadine, evitando una concessione esclusiva. La società giallorossa, dal canto suo, si sarebbe detta disponibile a farsi carico della gestione dell’impianto, dalla pulizia alla manutenzione del terreno di gioco e dei servizi di guardiania.
«Gli impianti sportivi devono essere gestiti garantendo il diritto di ogni società a fare sport. Abbiamo affidato all’Acr lo Scoglio perché questa è stata la richiesta che era stata avanzata. Oggi ci viene chiesto il Celeste. Siamo sempre andati incontro alle esigenze del Messina, ma oggi abbiamo necessità legate a una criticità reale che è quella della carenza di strutture, molte delle quali oggetto di interventi di riqualificazione», ha precisato l’assessore.
Il Comune ha infine indicato una possibile finestra temporale per la conclusione degli interventi, ipotizzando una soluzione tra la fine dell’anno e l’inizio del prossimo. «Possibile una boccata di ossigeno a dicembre, con la consegna del Bonanno», ha aggiunto Finocchiaro.
Il Messina resta dunque in attesa di risposte definitive. La volontà della società di tornare al Celeste è chiara, ma la situazione richiede ancora interventi e accordi tra le parti. Il dialogo prosegue, mentre i giallorossi continuano a disputare le proprie gare casalinghe al Franco Scoglio, in attesa che lo storico impianto di via Oreto possa tornare pienamente disponibile.
