Enna nel caos, squadra ferma. Travagin: «C’è un disegno chiaro, un sabotaggio nei miei confronti»

La situazione dell’Enna Calcio precipita. La crisi che accompagna l’avvio di stagione della formazione gialloverde ha raggiunto un nuovo punto di rottura con la decisione dell’allenatore Alfredo Cimino e dell’intero gruppo squadra di sospendere ogni attività. Sullo sfondo rimangono le difficoltà societarie, il problema delle strutture e un futuro che appare sempre più incerto.
Come racconta William Savoca su La Sicilia, quello che sta accadendo da agosto assume ormai i contorni di una situazione paradossale. Il passaggio societario da Luigi Stompo a Giancarlo Travagin, gli imprenditori locali che avrebbero rinunciato dopo poche settimane e uno stadio ancora indisponibile rappresentano alcuni dei problemi che hanno accompagnato questo complicatissimo inizio di stagione.
Travagin, secondo quanto riportato dal quotidiano, sostiene inoltre che potenziali sponsor «vengono dissuasi a investire sulla società» e punta il dito contro il Comune, accusandolo di ostacolare il proprio progetto.
Cimino e la squadra: «Sospendiamo ogni attività»
In mezzo alle tensioni societarie ci sono soprattutto allenatore e giocatori. William Savoca su La Sicilia riporta la posizione assunta dal gruppo dopo quaranta giorni trascorsi tra difficoltà e problemi logistici.
«Non vogliamo entrare nel merito di questioni tra vecchia e nuova gestione e istituzioni, perché riguardano dinamiche fuori dal campo. Il nostro compito è solo allenarci e giocare. In questi 40 giorni abbiamo lottato contro tante avversità e, nonostante tutto, siamo sempre scesi in campo dando il massimo. Purtroppo ora, a malincuore, siamo costretti a fermarci».
Una scelta drastica, maturata mentre l’Enna si trova all’ultimo posto del Girone I di Serie D con un solo punto.
Travagin: «Suppongo un sabotaggio nei miei confronti»
Il presidente Giancarlo Travagin non usa mezzi termini per descrivere la situazione.
Come riferisce William Savoca su La Sicilia, il numero uno gialloverde sostiene che da settimane non esistano le condizioni necessarie per portare avanti il progetto: «Già da settimane dico che non ci sono le condizioni. C’è un disegno chiaro, suppongo un sabotaggio nei miei confronti, diversi indizi mi portano alle prove».
Travagin torna quindi sul rapporto con il sindaco: «Prima mi ha fatto delle promesse e poi ha chiuso la porta».
Accuse pesanti che rappresentano la posizione espressa dal presidente dell’Enna. Il quotidiano riferisce inoltre che nei giorni scorsi Travagin avrebbe invitato Mirello Crisafulli a minacciare querele.
Spunta l’interesse di un imprenditore
In un quadro estremamente complicato potrebbe però aprirsi uno scenario nuovo sul fronte societario.
Secondo quanto scrive ancora William Savoca su La Sicilia, Travagin ha fatto sapere che un imprenditore edile di Milano avrebbe manifestato interesse per la società attraverso un intermediario.
«Mi ha chiamato un intermediario per conto di un imprenditore edile siciliano che sta a Milano e potrebbe essere interessato. C’è un discorso aperto con il sindaco, se non ce la fa allora guarderò altrove. Come ho già detto per non creare problemi all’Enna e alla città, essendo persona perbene, ribadisco la disponibilità a cedere la società».
Una porta, dunque, che Travagin lascia aperta nel tentativo di individuare una soluzione capace di garantire continuità al club.
PLM Management: «Disponibili a qualsiasi ipotesi»
Nella giornata precedente, intanto, a Enna si era svolto anche un incontro tra la PLM Management di Pietro Lo Monaco e Domenico Panico e l’amministrazione comunale.
Come ricostruiscono William Savoca e La Sicilia, Panico ha spiegato la posizione del gruppo: «Siamo stati chiari. Per poter valutare qualsiasi ipotesi devono esserci condizioni economiche sostenibili e una compagine societaria solida, anche alla luce della richiesta dell’amministrazione di valutare un eventuale cambio ai vertici della società. Bisogna trovare qualcuno che abbia realmente interesse a garantire un futuro alla società».
Panico non esclude alcuno scenario: «Potremmo essere noi, potrebbero essere altri, questo viene dopo. La priorità è il bene dell’Enna».
E conclude confermando la disponibilità del gruppo: «Nonostante ci siano partite economiche aperte tra le parti, ho dato la mia disponibilità e il mio contributo, anche gratuitamente quando è stato necessario, perché credo in questa realtà. E oggi lo ribadisco con chiarezza, io e PLM Management siamo a completa disposizione dell’Enna».
Tra lo stop deciso da Cimino e dai calciatori, le accuse di Travagin, un possibile interesse per la società e il confronto avviato con PLM Management, il futuro dell’Enna resta dunque sospeso. La priorità diventa trovare rapidamente una soluzione che consenta alla squadra di riprendere l’attività e affrontare il prosieguo della stagione.
