Capuana: «L’Igea è un brand da esportare pure fuori dal campo»

Portare il nome dell’Igea Virtus oltre i confini del terreno di gioco, rafforzandone identità, immagine e capacità di rappresentare il territorio. È la missione indicata dal direttore generale Fabio Capuana, reduce da una serie di appuntamenti che gli hanno permesso di rappresentare il club giallorosso anche in contesti di rilievo nazionale.
Come racconta la Gazzetta del Sud, nelle scorse settimane Capuana è stato all’Hotel Sheraton di Milano durante le fasi decisive del calciomercato estivo. Una presenza interpretata non soltanto in chiave sportiva, ma anche come occasione per dare visibilità all’Igea Virtus e consolidarne le relazioni.
Capuana: «Esperienze che mi hanno fatto crescere»
Il direttore generale ha partecipato anche al forum “Le storie dei numeri 1”, organizzato all’Arena Re di Campofelice di Roccella. Capuana è intervenuto insieme a Stefano Tacconi, storico portiere della Juventus e della Nazionale, e Monica Zanetti, prima donna meccanico e storica responsabile in Ferrari.
«Sono state opportunità che mi hanno fatto crescere a livello personale e professionale», racconta Capuana alla Gazzetta del Sud.
Il dirigente ha avuto modo di confrontarsi con esperienze differenti: «Gli ospiti presenti hanno raccontato vicende che mi hanno colpito particolarmente. Per quanto mi riguarda, ho parlato delle mie esperienze e di ciò che sto vivendo con l’Igea Virtus».
«L’Igea Virtus è una grande società»
La strategia indicata da Capuana è quella di trasformare il blasone e l’identità del club in un vero patrimonio da promuovere anche lontano dagli stadi.
«L’Igea Virtus è una grande società, molto apprezzata, formata da persone serie e con un blasone non indifferente», sottolinea il direttore generale.
Secondo Capuana, proprio sotto il profilo della rappresentanza esistono ancora margini importanti: «Probabilmente qualcosa l’anno scorso è mancata, cioè la possibilità di essere rappresentati in luoghi che non parlano solo di calcio».
«Identità e brand anche per turismo e immagine»
Il progetto immaginato dal dirigente coinvolge direttamente anche Barcellona Pozzo di Gotto e il territorio. «L’identità territoriale e il brand Igea Virtus devono essere esportati anche in altri campi così da poter avere un ritorno a livello di turismo e di immagine».
Da qui la necessità di una crescita complessiva del club: «Dobbiamo crescere in tutti i settori, avvertiamo la necessità di cambiare passo».
Una visione che, come evidenzia la Gazzetta del Sud, non si limita dunque ai risultati della prima squadra, ma punta a costruire un progetto più ampio e riconoscibile.
Settore giovanile e tifosi al centro del progetto
Un altro capitolo riguarda il vivaio. Capuana ritiene che esista già una base sulla quale lavorare, pur riconoscendo la necessità di ulteriori interventi: «Tra i giovani locali ci sono dei ragazzi che potrebbero tranquillamente indossare la nostra gloriosa maglia».
Fondamentale anche il rapporto con la tifoseria: «L’Igea Virtus per loro è identità, il rapporto con i nostri sostenitori è imprescindibile. Quello igeano è il tifoso simbolo».
Infine, uno sguardo al campo dopo la vittoria ottenuta all’esordio in campionato: «Siamo partiti benissimo, c’è qualche squadra davanti a noi ma le partite si decidono sul campo».
