Terranova firma con il Genoa fino al 2029: da Raddusa al sogno del professionismo

Un primo contratto da professionista e un legame con il Genoa fino al 30 giugno 2029. A soli 16 anni, Emanuele Fatao Terranova compie uno dei passi più importanti della propria giovane carriera, coronando un percorso iniziato molto lontano dalla Liguria e nel quale Raddusa occupa un posto speciale.

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Come racconta La Sicilia, Terranova è partito dai campi del Burkina Faso per arrivare nel settore giovanile rossoblù, costruendo la propria crescita attraverso talento, sacrificio e perseveranza. Raddusa, paese delle origini materne, è diventato nel frattempo la sua seconda casa e il luogo nel quale ogni estate torna per prepararsi alla nuova stagione.

«Fin dal primo giorno tutta la comunità mi ha accolto come uno di loro. Non mi sono mai sentito un ospite, ma parte di una grande famiglia. Porto sempre con me il calore, i valori e l’affetto che ho ricevuto qui», ha raccontato il giovane attaccante nelle dichiarazioni riportate da La Sicilia.

Proprio negli impianti sportivi di Raddusa Terranova continua a svolgere parte della preparazione estiva. Un’abitudine diventata ormai parte integrante del suo percorso: «Allenarmi qui ha un valore speciale. Riesco a lavorare in un ambiente sereno e circondato dalle persone a cui voglio bene».

Un ringraziamento particolare è rivolto all’ASD Raddusa, all’Atletico Raddusa e a tutte le persone che gli hanno consentito di allenarsi durante le pause estive. Tra queste anche il custode Salvatore Parlacino e il tecnico Giuseppe La Mastra, con il quale il giovane genoano porta avanti un lavoro specifico durante la preparazione.

Il momento più importante, però, è arrivato con la firma sul contratto che lo lega al Genoa fino al 2029. Terranova, come evidenziato da La Sicilia, vive il traguardo con grande consapevolezza: «La prima emozione è stata una grande gioia. Firmare il mio primo contratto da professionista era un sogno che coltivavo fin da quando vivevo in Burkina Faso. Ma lo considero un punto di partenza, non un punto di arrivo. So che devo continuare a lavorare e migliorare ogni giorno».

Fondamentale il ruolo della famiglia. «I sacrifici veri li hanno fatti i miei genitori. Per me il calcio è sempre stato una passione, un divertimento. Sono loro che hanno rinunciato a tanto per permettermi di inseguire questo sogno. Ogni risultato che raggiungo è anche il loro».

Anche i numeri raccontano la crescita del sedicenne: 45 presenze, 16 gol e 18 assist nel percorso all’interno del vivaio del Genoa. A questi si aggiungono 2 reti e 2 assist raccolti in appena otto presenze giocando sotto età con l’Under 17.

Ambidestro e rapido, Terranova può essere impiegato in diverse posizioni del reparto offensivo. Esterno d’attacco, trequartista o seconda punta, ha nella duttilità e nella capacità di creare occasioni alcune delle caratteristiche che ne hanno accompagnato l’ascesa nel settore giovanile rossoblù.

La Sicilia ricorda anche uno degli episodi simbolicamente più significativi della sua storia. Appena arrivato in Italia e senza conoscere ancora la lingua, furono i cugini Antonio e Giuseppe a portarlo insieme agli altri bambini di Raddusa allo stadio Cibali di Catania.

«Non capivo la lingua, ma capivo la passione», ricorda Terranova.

Da quel primo incontro con il calcio italiano al contratto da professionista con il Genoa, il percorso è stato lungo. E mentre il futuro guarda verso il grande calcio, il giovane attaccante continua a conservare un punto fermo: «Raddusa non è solo un paese per me, è una comunità che mi ha insegnato il valore dell’appartenenza».

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