Paternò, la fine di un’epoca

Il Paternò vive uno dei momenti più difficili della propria storia calcistica. Dopo la retrocessione dalla Serie D, il club non si è iscritto al prossimo campionato di Eccellenza, chiudendo di fatto un capitolo che affonda le radici in una tradizione importante. A ripercorrere la vicenda è La Sicilia, che racconta il declino della società rossazzurra e le incertezze sul futuro.

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Dal sogno della C1 al silenzio di oggi

Come ricorda La Sicilia, il pensiero torna inevitabilmente al 9 giugno 2002, quando il Paternò guidato da Pasquale Marino, con il presidente Lo Bue e il direttore sportivo Ciccio Sotera, conquistò la storica promozione in Serie C1.

Quella squadra fu indicata persino come una delle realtà che esprimevano il calcio più spettacolare d’Europa, tanto da meritare uno storico servizio del quotidiano L’Unità. Oggi, invece, di quel progetto resta soltanto il ricordo.

La mancata iscrizione e il possibile passaggio del titolo al Bronte

Secondo La Sicilia, dopo settimane di tentativi non è stato possibile trovare una soluzione per garantire l’iscrizione in Eccellenza.

In città si era provato a coinvolgere imprenditori e forze locali, mentre alcuni calciatori si erano detti disponibili a firmare le liberatorie per agevolare un eventuale salvataggio del club. Tutto, però, si è rivelato inutile.

Intanto il titolo sportivo di Eccellenza potrebbe essere ceduto al Bronte, che sarebbe pronto a prendere il posto lasciato vacante dal Paternò.

Una città tra rabbia e delusione

Come sottolinea La Sicilia, in città prevalgono silenzio, amarezza e riflessione.

Anche l’ipotesi di ripartire da zero incontra numerose difficoltà, soprattutto legate alla situazione dello stadio Falcone e Borsellino, che necessita di importanti interventi strutturali.

Nei mesi scorsi alcune forze locali avevano provato a coinvolgere l’imprenditore Ivan Mazzamuto, già protagonista della gestione precedente all’arrivo della proprietà straniera, ma finora non è maturata alcuna soluzione concreta.

Pannitteri: «È il momento più buio della nostra storia»

A descrivere il momento del calcio paternese è Ciccio Pannitteri, storica bandiera del club, intervistato da La Sicilia.

«Viviamo la fase più buia del calcio a Paternò, non ricordo momenti peggiori di questo.»

L’ex attaccante sottolinea come il vero ostacolo sia rappresentato dall’assenza di strutture adeguate.

«Con il patron Mazzamuto abbiamo parlato spesso della possibilità di ripartire dal basso, ma senza impianti è impossibile costruire qualcosa di serio.»

Pannitteri evidenzia anche un altro problema:

«Molti ragazzi stanno lasciando Paternò per andare a giocare a Catania o in altri centri vicini. Mi chiamano tanti genitori chiedendo dove poter far continuare a giocare i propri figli.»

Ripartire dalle fondamenta

Secondo La Sicilia, il futuro resta tutto da scrivere.

L’auspicio è che questa dolorosa battuta d’arresto possa trasformarsi nell’occasione per costruire un nuovo progetto, fondato su basi solide, strutture adeguate e una programmazione capace di restituire al Paternò un ruolo importante nel calcio siciliano.

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