Noto ricorda Peppino Rizza

A sei anni dalla sua scomparsa, Peppino Rizza continua a vivere nel cuore di Noto e di tutto il calcio siciliano. Come racconta La Sicilia, il ricordo dell’ex capitano granata resta vivo nello stadio che dal 2020 porta il suo nome, impreziosito da un murale a lui dedicato e pronto a riaprire con un nuovo manto in sintetico e le quattro nuove torri faro. Un luogo simbolico che continua a custodire la memoria della “Freccia del Sud”, protagonista di una carriera costruita con passione, talento e grande umanità.
Anche quest’anno il suo ricordo sarà celebrato attraverso il tradizionale Memorial Peppino Rizza, giunto alla sesta edizione. Secondo La Sicilia, la manifestazione si svolgerà sul campo di allenamento intitolato a Vincenzo Morana, storico capitano del Noto, e seguirà una formula ormai consolidata: un momento di preghiera, spazio dedicato ai più piccoli e successivamente le partite di calcio a undici che vedranno protagonisti amici, ex compagni di squadra ed ex avversari. Un appuntamento che ogni anno riunisce chi ha condiviso con Rizza esperienze dentro e fuori dal campo, testimoniando l’affetto che il difensore aveva saputo conquistare ovunque avesse giocato.
Come ricorda La Sicilia, prima della tragica scomparsa Rizza aveva accettato una nuova sfida sportiva con la Rinascita Netina, contribuendo alla crescita della squadra in Prima Categoria e mettendo la propria esperienza al servizio dei giovani della scuola calcio. Poi arrivò il Covid a fermare i campionati e, poche settimane dopo, il drammatico malore che sembrava inizialmente superato prima del tragico epilogo del 6 luglio 2020, data che ha segnato profondamente l’intera comunità netina.
La carriera di Peppino Rizza era iniziata proprio a Noto, dove il suo talento emerse fin da bambino. Dopo il settore giovanile della Netina, si aprirono le porte della Juventus Primavera, esperienza che lo portò a crescere accanto a calciatori come Domenico Criscito, Paolo De Ceglie e a stringere una forte amicizia con Giorgio Chiellini, rimasto negli anni molto vicino alla famiglia Rizza. Successivamente arrivarono le esperienze tra i professionisti con Juve Stabia, dove divenne uno degli idoli della tifoseria, quindi Livorno, Arezzo, ancora Juve Stabia, Pergocrema e Nocerina, superando anche diversi infortuni che non ne hanno mai fermato la determinazione.
Nel 2014 il ritorno nella sua città rappresentò uno dei momenti più significativi della carriera. Con la fascia di capitano al braccio guidò il Noto alla salvezza in Serie D, diventando leader dentro e fuori dal campo. In seguito vestì le maglie di Avola e Rosolini in Eccellenza prima dell’ultima esperienza con la Rinascita Netina, dove alternò la tradizionale maglia numero 3 alla numero 10, assumendosi anche la responsabilità dei calci di rigore. Come evidenzia La Sicilia, al Memorial non mancheranno figure che hanno condiviso con lui quel percorso, tra cui il tecnico dell’Avola Attilio Sirugo, il mister del Noto Danilo Gallo e numerosi dirigenti che ogni anno scendono simbolicamente in campo per rendergli omaggio.
Il pensiero più intenso resta rivolto alla famiglia, che con grande dignità ha affrontato un dolore immenso. Proprio iniziative come il Memorial testimoniano quanto forte sia ancora oggi l’abbraccio dell’intera comunità nei confronti di Marinella, dei familiari e di tutti coloro che continuano a custodire il ricordo di Peppino Rizza, un uomo e un calciatore che ha lasciato un segno indelebile nel calcio siciliano.
