Addio a Ciro Femiano, simbolo di un calcio romantico e visionario. Ex diesse dell’Acireale e del Giarre

Il calcio siciliano perde uno dei suoi uomini più rappresentativi. Ciro Femiano si è spento dopo alcuni giorni di sofferenza, lasciando un vuoto profondo in chi ha condiviso con lui spogliatoi, trattative di mercato e una vita interamente dedicata al pallone. Come ricorda La Sicilia, Femiano avrebbe compiuto 76 anni tra pochi giorni e fino all’ultimo è rimasto un punto di riferimento per il movimento calcistico dell’Isola, distinguendosi sempre per competenza, umanità e uno stile che apparteneva a un calcio ormai difficile da ritrovare.
Da calciatore aveva scritto pagine importanti con la maglia dell’Acireale, ricevendo recentemente il tributo del pubblico granata con la consegna della storica maglia numero 11. Successivamente si era affermato come dirigente di grande valore sia con l’Acireale sia con il Giarre, società nelle quali ha scoperto e valorizzato numerosi talenti destinati a imporsi ai massimi livelli. Come sottolinea La Sicilia, nella sua lunga carriera contribuì a portare in Sicilia giocatori come Orlandoni, Romairone, Colonnese, Dal Moro, Scalabrelli e Mancuso, protagonisti poi tra Serie A e Serie B.
La sua figura era apprezzata ben oltre i confini regionali. Femiano vantava rapporti di stima con dirigenti del calibro di Luciano Moggi, Ariedo Braida e Giorgio Perinetti, mantenendo però sempre lo stesso rispetto anche nei confronti dell’ultimo dei tifosi. La Sicilia ricorda come proprio Perinetti lo avesse voluto al proprio fianco nelle esperienze di Napoli, Siena e Venezia, definendolo un uomo capace di chiudere operazioni di mercato considerate impossibili e, allo stesso tempo, di stemperare qualsiasi tensione all’interno dello spogliatoio grazie al suo carattere solare.
Tra i ricordi più intensi c’è quello dell’ex presidente dell’Acireale Nino Blanco, che ha ripercorso gli anni vissuti insieme tra il 1996 e il 1998. Proprio grazie all’amicizia tra Femiano e Moggi nacquero operazioni di mercato importanti, tra cui quella che portò Marco Orlandoni in granata. Moggi arrivò persino ad Acireale per osservare alcuni giovani talenti, testimonianza del prestigio costruito negli anni dal dirigente acese. Anche la Curva Sud Polimeni, tanti ex calciatori e numerosi tifosi hanno voluto rendere omaggio a una figura che ha lasciato un’impronta indelebile nella storia del club.
Indimenticabile anche il lavoro svolto al Giarre, dove Femiano collaborò a lungo con il patron Musumeci. Tra le operazioni più celebri resta quella che portò Francesco Colonnese dal Potenza in Sicilia prima del successivo trasferimento alla Cremonese e quindi dell’approdo all’Inter e alla Nazionale Under 21. Lo stesso Colonnese, ricordato da La Sicilia, ha voluto salutare il suo ex direttore sottolineando come Femiano gli avesse promesso un futuro in Serie A, promessa poi mantenuta grazie alle sue intuizioni e alla capacità di valorizzare il talento.
Accanto al dirigente c’era però soprattutto l’uomo. Rimarranno nella memoria le sue battute in dialetto, gli aneddoti di mercato, le telefonate aperte dall’immancabile saluto “Grande amico mio” e la capacità di creare armonia ovunque andasse. Celebri anche gli episodi raccontati con ironia, come quando convinse Giampiero Ventura ad accettare il Giarre assicurandogli la presenza di un campo in erba, salvo poi spiegare, dopo la firma, che i lavori erano ancora in corso. Organizzava inoltre le tradizionali partite natalizie tra dirigenti, tecnici, giornalisti e calciatori di Acireale e Giarre, facendo in modo che ogni sfida terminasse puntualmente in pareggio pur di preservare amicizie e serenità.
L’ultimo saluto a Ciro Femiano sarà celebrato domani alle 10.30 nella Cattedrale di Acireale, la città che ha rappresentato per tutta la vita e che oggi lo piange insieme alla moglie Marinella e ai figli Simona, Alfredo e Fabio, ai quali si stringe l’intero mondo del calcio.
