Il Siracusa Calcio 1924 vive uno dei momenti più drammatici della propria storia recente. Dopo la retrocessione in Serie D arrivata lo scorso 26 aprile, il club azzurro si trova ora davanti al rischio concreto della liquidazione giudiziale, scenario che potrebbe cancellare definitivamente la società dal panorama calcistico nazionale.

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Come racconta La Sicilia, il Tribunale di Siracusa ha fissato una data chiave: il 16 giugno. Entro quel termine il giudice Federico Maida attende che il club riesca a regolarizzare le posizioni debitorie più urgenti legate a fiscalità, previdenza, fondo fine carriera degli atleti e debiti accumulati con i fornitori.

Il procedimento di liquidazione giudiziale nasce dalle istanze di fallimento già presentate da alcuni creditori. La Sicilia evidenzia come, al momento, siano sei i creditori formalmente costituiti, tutti procuratori, ma nelle prossime settimane potrebbero aggiungersi ulteriori richieste provenienti da fornitori e componenti dello staff medico della società.

La crisi del Siracusa, però, affonda le proprie radici nei mesi precedenti alla retrocessione. La Sicilia ricostruisce infatti un quadro societario già profondamente compromesso durante la gestione del presidente Alessandro Ricci, con il club costretto a convivere fin da dicembre con il rischio di pesanti penalizzazioni sportive per il mancato pagamento di contributi e ritenute.

Già a febbraio la situazione appariva estremamente delicata. Secondo quanto riportato da La Sicilia, il Siracusa rischiava addirittura una doppia penalizzazione che avrebbe potuto portare il conto complessivo fino a nove o dieci punti in classifica, aggravando ulteriormente una stagione già compromessa sotto il profilo sportivo.

Nonostante le promesse di nuovi fondi e diversi tentativi di copertura economica, il club non è mai riuscito a rispettare completamente le scadenze imposte dagli organi federali. Una situazione che ha progressivamente scavato un solco sempre più profondo tra la società e la possibilità di mantenere equilibrio economico e credibilità gestionale.

Anche la tifoseria, come ricorda La Sicilia, aveva manifestato da tempo forte preoccupazione per il futuro del club, chiedendo pubblicamente alla proprietà di fare chiarezza e valutare eventuali cessioni societarie per evitare il tracollo definitivo.

Adesso il Siracusa si aggrappa disperatamente alla scadenza del 16 giugno nel tentativo di evitare il peggio. L’obiettivo, prima ancora della categoria, è salvare la sopravvivenza della società e provare a costruire nuove basi per il futuro del calcio azzurro.

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