Nissa in festa dopo i playoff: Giovannone applaude la Reggina e sogna la Serie C

La Nissa chiude la stagione tra applausi, festa e speranze di ripescaggio. Lo 0-0 maturato al termine della finale playoff contro la Reggina premia infatti i biancoscudati grazie al miglior piazzamento in classifica, regalando alla formazione di Di Gaetano la vittoria della post season del girone I di Serie D.

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Una partita intensa e piacevole, giocata a ritmi elevati nonostante l’assenza di gol. Alla fine è esploso il “Tomaselli”, trascinato dall’entusiasmo dei tifosi verdeamaranto che hanno celebrato una squadra protagonista fino all’ultimo atto del campionato.

Per la Reggina, invece, il pareggio sancisce la conclusione della stagione e la certezza della permanenza in Serie D anche per il prossimo anno. Un epilogo amaro per gli amaranto, arrivato in un clima già reso pesante dalle incertezze legate al futuro societario.

Nel post partita il presidente della Nissa, Luca Giovannone, ha parlato ai microfoni di Radio Febea, elogiando apertamente il valore degli avversari e rilanciando le ambizioni del club nisseno.

«Sono fermamente convinto che oltre al Savoia anche Nissa e Reggina meritavano la Serie C», ha dichiarato Giovannone, sottolineando il livello espresso dalle due squadre nel corso della stagione. Parole di grande rispetto anche per la piazza amaranto: «La Reggina è fortissima e voglio rivederla prima possibile in Serie A».

Il numero uno biancoscudato ha poi affrontato il tema ripescaggio, mostrando fiducia sulle possibilità della società siciliana: «Ci credo ai ripescaggi, siamo terzi guardando anche chi ci sta davanti. Lo stadio non sarebbe un problema, servirebbero soltanto piccoli ritocchi. Adesso però ci godiamo questa festa».

Giovannone ha anche smentito le voci che negli ultimi mesi lo avevano accostato proprio alla Reggina. «Io alla Reggina? No, non c’è mai stata questa possibilità, o meglio è mancato l’attimo fatale», ha spiegato il presidente della Nissa.

Nel suo intervento è poi arrivato anche un riferimento alla sua esperienza al Torino: «Ho salvato il Torino, poi l’ho dovuta lasciare a Cairo perché la piazza voleva un piemontese. Qui invece mi adorano».

Infine una riflessione sul valore della piazza amaranto: «Quando ho pensato di rientrare nel calcio non c’era la Reggina. Per me resta una delle prime otto piazze d’Italia, come calore addirittura la prima».

Parole che chiudono una finale playoff vissuta tra grande intensità e rispetto reciproco, con la Nissa che adesso può continuare a sperare nel salto tra i professionisti.

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