Messina, lacrime e dolore dopo la retrocessione: «È un disastro sportivo, ora dobbiamo ripartire»

RAGUSA — Le lacrime sotto il settore ospiti raccontano molto più di qualsiasi risultato. Per oltre venti minuti giocatori, dirigenti e tifosi del Messina sono rimasti davanti ai circa cinquecento sostenitori arrivati da Messina per sostenere la squadra nell’ultimo disperato tentativo di salvezza. Alla fine, però, il verdetto è stato spietato: il pareggio contro il Ragusa ha condannato i giallorossi alla retrocessione in Eccellenza, aprendo uno dei capitoli più dolorosi della storia recente del club.
Come racconta La Sicilia, il clima nel post partita è stato devastante. Volti segnati, silenzi pesanti e una delusione difficile da contenere. Il presidente Justin Davis ha lasciato lo stadio in lacrime insieme al vicepresidente Morris Pagniello, entrambi profondamente colpiti dall’epilogo della stagione. Accanto a loro anche Carmine Coppola, presente in tribuna durante il playout.
Davanti ai giornalisti si è presentato il club manager Maurizio Mantineo, uno dei dirigenti rimasti sempre esposti anche prima dell’arrivo del Racing City Group. Le sue parole hanno fotografato il momento drammatico vissuto dall’ambiente messinese.
«È l’epilogo che nessuno voleva», ha dichiarato Mantineo nelle parole riportate da La Sicilia. «In questo momento è difficile commentare, anche a livello emotivo. Credevamo di potercela fare nonostante la penalizzazione, ma evidentemente sono stati commessi errori e alcune situazioni sono state sottovalutate. A nome della società chiedo scusa ai tifosi e alla città».
Il dirigente ha poi sottolineato come i numeri raccolti sul campo non siano bastati a evitare la retrocessione. «I ragazzi hanno conquistato 46 punti sul campo, ma non sono serviti», ha spiegato ancora a La Sicilia. «Quando si arriva a un finale del genere significa che qualcosa è andato storto. La squadra ha fatto la partita che doveva fare, ma ci è mancato anche quel pizzico di fortuna che non ci ha accompagnato durante il girone di ritorno. Se il gol di Bosia fosse stato convalidato magari oggi parleremmo di un’altra storia».
Adesso il tema principale riguarda inevitabilmente il futuro del club e le possibili strade per ripartire. Mantineo non ha nascosto che in società si comincia già a riflettere anche sull’ipotesi di una riammissione o di un eventuale ripescaggio, considerato che il -14 in classifica era stato inflitto alla precedente gestione societaria.
«La scorsa settimana avevamo affrontato timidamente questo argomento», ha ammesso il dirigente secondo quanto riportato da La Sicilia. «Lo consideravamo un’ipotesi lontana, ma adesso probabilmente dovremo valutarla in maniera più concreta».
Nel caos emotivo del post partita ha parlato anche il preparatore dei portieri del Messina, unico membro dello staff rimasto in campo dopo le espulsioni di Savanarola e mister Feola durante i supplementari.
«C’è amarezza, dolore e rabbia», ha dichiarato. «Le parole adesso servono a poco. Abbiamo provato a fare tutto il possibile, ma non basta discutere di un gol annullato o delle parate del portiere avversario. Dobbiamo capire cosa non ha funzionato prima, perché ci siamo ritrovati a giocarci tutto negli ultimi 120 minuti della stagione».
Il messaggio finale è stato rivolto all’intero ambiente giallorosso. «Dobbiamo trovare la forza di ripartire», ha concluso nelle dichiarazioni riportate ancora da La Sicilia. «Serve compattezza da parte di tutte le componenti per rialzarci e ricominciare».
Intanto, a Ragusa, restano le immagini dei giocatori in lacrime sotto il settore ospiti e di una tifoseria che, nonostante tutto, ha continuato a cantare fino alla fine. Scene che raccontano tutta la durezza di una retrocessione che lascia ferite profonde nel cuore del Messina.
