La bandiera della Sancataldese si… affloscia

La retrocessione in Eccellenza ha chiuso ufficialmente un ciclo storico per la Sancataldese. Come racconta La Sicilia, il ko contro il Savoia negli ultimi novanta minuti della stagione ha sancito la fine dell’avventura verdeamaranto in Serie D dopo cinque campionati consecutivi. Ma, secondo La Sicilia, il vero momento decisivo è arrivato subito dopo il triplice fischio, quando la società ha iniziato a guardare oltre il campo.
Nemmeno ventiquattro ore dopo la retrocessione, infatti, il club ha annunciato la volontà di cedere l’intero pacchetto societario. Una scelta che La Sicilia definisce ormai inevitabile e che arriva al termine di un lungo percorso dirigenziale. L’obiettivo dichiarato è trovare imprenditori o gruppi pronti a garantire continuità e rilancio a una realtà storica del calcio siciliano.
Il comunicato diffuso dal club parla apertamente della necessità di assicurare nuove energie a un progetto arrivato alla conclusione naturale di un ciclo. Una corsa contro il tempo, perché il futuro sportivo della Sancataldese dipenderà dalla capacità di trovare rapidamente nuovi investitori.
Secondo quanto riportato da La Sicilia, i segnali erano già emersi nelle scorse settimane. Lo scorso 30 marzo, dopo il derby perso contro la Nissa, il vicepresidente e amministratore delegato Dario Spinello aveva annunciato la volontà di lasciare a fine stagione dopo 21 anni di gestione. A seguire erano arrivate anche le prese di posizione del presidente Ivano La Cagnina, del vice Riccardo Zoda, del socio Calogero Vicari e dello storico dirigente Salvatore Pirrello. Una dirigenza che ha deciso compatta di farsi da parte dopo anni di lavoro.
La lunga storia recente del club affonda le radici nel 2005, quando Spinello rilevò la società in uno dei momenti più delicati dopo la retrocessione dall’Eccellenza. Come ricostruisce La Sicilia, negli anni successivi la Sancataldese ha attraversato stagioni difficili tra Promozione ed Eccellenza, evitando anche ulteriori cadute grazie alla fusione con il Sommatino. Poi la risalita fino agli otto campionati di Serie D disputati negli ultimi dieci anni, con le ultime cinque partecipazioni consecutive.
Adesso, però, il problema riguarda soprattutto il futuro immediato. Un primo tentativo di cessione avviato circa venti giorni fa non avrebbe prodotto sviluppi concreti. Intanto il club continua a muoversi anche sul piano legale e sportivo.
Come sottolinea ancora La Sicilia, la Sancataldese ha aderito, insieme ad altre società, al ricorso relativo alla situazione tesseramenti del Messina, chiedendo il blocco dei play-out. Sullo sfondo resta inoltre la vicenda legata ai presunti flussi anomali di scommesse su tredici gare finite sotto osservazione, con possibili deferimenti attesi nelle prossime settimane.
A rendere ancora più particolare il momento è la situazione dello stadio “Valentino Mazzola”. Mentre il futuro societario resta incerto, sono infatti imminenti i lavori di rifacimento del manto erboso e di sistemazione dell’impianto. Un investimento importante che rischia però di scontrarsi con le difficoltà economiche e organizzative del club.
La paura dei tifosi è quella di rivivere esperienze già viste nello sport cittadino, con strutture moderne ma senza una società capace di sostenerne il progetto agonistico. La Sancataldese, del resto, rappresenta una delle matricole storiche del calcio italiano e conserva un valore identitario che va oltre la categoria.
La retrocessione in Eccellenza, dunque, appare soltanto il primo livello della crisi. La vera partita, come evidenzia La Sicilia, si giocherà nelle prossime settimane: salvare il futuro del calcio a San Cataldo e trovare una nuova proprietà pronta a raccogliere un’eredità pesante ma ancora ricca di storia.
