Siracusa, Sbaffo il leader controcorrente: «Vogliamo essere rivoluzionari»

Alessandro Sbaffo è arrivato a Siracusa senza clamore, ma nel giro di poche settimane è diventato una presenza importante per la squadra azzurra. Come racconta La Sicilia, il trequartista marchigiano classe 1990, ingaggiato nel mercato di gennaio, ha portato esperienza e personalità in un gruppo impegnato nella lotta per gli obiettivi stagionali.

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Secondo quanto evidenzia La Sicilia, Sbaffo ha costruito fin da subito un rapporto particolare con la città e con lo spogliatoio. Non solo per il contributo in campo – dove spesso riesce a incidere anche con pochi minuti a disposizione – ma per il modo in cui vive il calcio e la quotidianità.

L’attaccante ha scelto infatti uno stile di vita decisamente controcorrente rispetto a quello del calciatore moderno. Niente social network, niente WhatsApp e nessuna vita filtrata dallo smartphone. Sbaffo utilizza soltanto un vecchio telefono Nokia, preferendo il contatto diretto con le persone.

Come sottolinea La Sicilia, il giocatore ama muoversi in città come un cittadino qualunque: spesso in bicicletta oppure a piedi, concedendosi lunghe passeggiate serali per conoscere meglio Siracusa. Durante il tempo libero frequenta botteghe, negozi e artigiani, fermandosi a parlare con chi incontra lungo la strada.

Un legame particolare lo ha instaurato anche con la musica. Tra le sue preferenze c’è il cantautore siracusano Marco Castello, artista che rappresenta quel Mediterraneo che Sbaffo ha imparato ad apprezzare vivendo la città.

La sua vita privata è altrettanto lontana dai riflettori. Ha una compagna e tre figli e affronta la carriera con uno spirito molto concreto. Come racconta ancora La Sicilia, il giocatore era consapevole della storia recente complicata del Siracusa e ha accettato la sfida proprio per dare il proprio contributo al gruppo.

All’interno dello spogliatoio Sbaffo si è imposto come una guida silenziosa ma costante. Durante le partite si alza spesso dalla panchina per incoraggiare i compagni e tenere alta l’attenzione della squadra. E a fine gara è lui a cambiare atmosfera diventando il “dj” dello spogliatoio, contribuendo a creare un clima di unione nel gruppo.

C’è anche un piccolo mistero che accompagna la sua esperienza siracusana: un mantra personale che Sbaffo ha deciso di rivelare soltanto a fine stagione.

Dopo la vittoria contro il Giugliano lo ha spiegato chiaramente: «Stiamo creando emozioni. Vogliamo essere rivoluzionari».

Una rivoluzione gentile, fatta di piccoli gesti quotidiani. In un calcio dominato da social e immagini, Sbaffo preferisce parlare con le persone, vivere la città e costruire rapporti veri. Ed è proprio questo che, secondo La Sicilia, lo sta rendendo una figura sempre più importante per il Siracusa.

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